Sequel Il diavolo veste Prada: Recensioni + SPOILER

È trascorso un decennio e Lauren Wiseberger non ha ancora imparato a scrivere (nydailynews.com)

Foto: www.coffe-and-heels.com
Foto: http://www.coffe-and-heels.com

Parlando de Il diavolo veste Prada, potevamo pretendere diplomazia? Certo che no. Sono trascorsi 10 anni da quando la chiacchieratissima scrittrice Lauren Wiseberger diede alle stampe il romanzo semi-autobiografico Il diavolo veste Prada. Reduce da un’esperienza a Vogue come assistente di Anna Wintour – un direttore “nucleare” come l’ha apostrofata la stampa statunitense – ha reso celebre la storia, nata dalla sua penna, di una giovane neolaureata, Andrea Sachs, che viene risucchiata nel vortice dell’editoria fashion, entrando a lavorare nella redazione di Runway come assistente del direttore Amanda Priestly. Nel 2006 arrivò il film (per la regia di David Frankel) e fu un successo planetario: Il diavolo veste Prada ha fatto scuola di stile ma anche di cinema. Memorabile la performance di Meryl Streep nei panni della gelida virago alla guida della rivista di moda più celebre al mondo, così come quelle di Emily Blunt (nei panni dell’altra assistente) e di Anne Hathaway, il cui successo fu consacrato proprio da questa pellicola, spezzando, così, la catena dei film à la Disney.

Ora la scrittrice è tornata con il secondo capitolo della storia: La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo, già uscito a giugno negli Usa e approdato in Italia in questo autunno. Poche o forse inesistenti le recensioni in terra italica, per questo Fatty Fair ha scovato per voi tutte le recensioni e gli spoiler (non dite che non vi avevo avvisati!) provenienti dagli Stati Uniti per farvi sapere qualcosa in più sul ritorno della triade Miranda-Andy-Emily. Inutile dire che cresce l’attesa per il sequel cinematografico, ma, al momento, sembrano pochi i commenti entusiastici sul romanzo.

il diavolo veste prada

Dieci anni prima Andy aveva lasciato Runway in virtù dei suoi valori etici e per salvare la storia d’amore con Alex/Nate e aveva iniziato la sua carriera giornalistica a The New Yorker. Ora, a 32 anni, dirige la rivista di moda specializzata in matrimoni The Plunge insieme a Emily. Le tacchettine sono un lontano ricordo così come le pretese disumane di Miranda. Andy sta per sposare Max, uno degli scapoli più ambiti di New York, ereditario di un impero nel settore dei media e principale investitore della rivista della futura mogliettina.

A quanto pare, tutto ciò che devi avere per aprire la tua rivista è: contatti e un investitore per marito […] Capisco che Lauren Wiseberger doveva ricreare quell’atmosfera patinata e impossibile per catturare l’attenzione dei lettori,  ma questa volta è davvero troppo irrealistico (coffee-and-heels.com)

Quando appare Miranda? Sin dalla prima pagina, in un incubo di Andy, proprio nel giorno in cui convolerà a nozze con Max. Un presagio. Giornata iniziata storta: Andy trova la lettera della sua futura suocera indirizzata al figlio in cui lo prega di non sposarsi e accenna a un incontro del tutto innocente e casuale che Max ha avuto con la sua ex. Un mix esplosivo di fattori contingenti che mandano Andrea in tilt e la fanno rassegnare all’idea di una vita matrimoniale infelice.

(Andrea) in questo libro non fa altro che lamentarsi […] e il solo sentire il nome di Miranda le causa un attacco di panico. Dopo dieci anni!  (coffee-and-heels.com)

Miranda entra in scena. Vuole acquistare la testata giornalistica messa su da Andy e Emily, le quali hanno due reazioni diametralmente opposte. Mentre Emily è interessata all’affare, Andy è completamente restia: non riesce nemmeno ad immaginare di tornare a lavorare per Miranda, colei che, dopotutto, l’ha iniziata all’industria della moda e le ha praticamente aperto la strada per il suo futuro di successo. Che, comunque, le va stretto. Non va meglio la vita coniugale che sfocia di lì a breve nella maternità. E qui la narrazione avvincente si ferma per dare spazio alle crisi interiori di Andy, tra pannolini e poppate.

il diavolo veste prada

Andy non è affatto interessante. In alcuni momenti, il lettore può apprezzare i suoi principi e anche le sue insicurezze. Ma a volte sono troppo (bigstory.ap.org)

Nel finale c’è la svolta (SPOILERONE!!!). Max e Emily si alleano e vendono il giornale a Miranda, alle spalle di Andrea. La povera-piccola Andy si trova a dover lasciare la rivista che lei stessa aveva fondato, ripiega su una carriera da freelance e si rimette insieme a Nate/Alex. Miranda ottiene ciò che voleva e, accaparratosi il giornale, licenzia Emily di nuovo. La “ciliegina” sulla sua devastante vendetta. FINE.

Sebbene La vendetta veste Prada in queste settimane sia al 3° posto nella classifica dei libri più letti a New York, c’è tanto malcontento tra i lettori, soprattutto per le occasioni di approfondimento della storia e di introspezione nella psiche dei personaggi che l’autrice si è fatta scappare. In 400 pagine. Ecco alcune delle critiche espresse in questo senso:

È evidente che l’autore non si è impegnata nella costruzione dei personaggi e i libro sembra il riassunto di un romanzo (goodreads.com)

C’è un momento interessante in cui l’assistente di Andy si lamenta perché deve restare a lavoro sin dopo le 17, e Andy si mostra irritata […] Avrebbe potuto essere, questo, un momento di riflessione, ora che è Andy il boss […] Ma il momento passa e Wiseberger non sembra interessata ad approfondire (bestsellers.about.com)

Infine, pare che venga a mancare anche il marchio di fabbrica del precedente Il diavolo veste Prada: il carosello fashion.

Il ritorno del diavolo inizia con un ombrello firmato Burberry e pumps di Prada, ma per quanto riguarda la moda, non va oltre. Lauren Wiseberger […] conferma, così, che è stato il film a rendere popolare il libro e non viceversa. E fa fatica a far funzionare il sequel (dawn.com)

Insomma, le aspettative degli amanti de Il diavolo veste Prada, tra cui la sottoscritta, sono tutte rivolte all’attesissima – ma non ancora programmata – trasposizione cinematografica del sequel. Sulla quale incombono oneri non da poco: dare maggior respiro e spessore alla trama, una più profonda introspezione dei personaggi, introdurre gli sfolgoranti e pirotecnici bagliori modaioli. Ma, soprattutto, rendere giustizia alla figura di Miranda Priestly che, nel romanzo, è chiaramente il personaggio antagonista, il cattivo da odiare. Le vecchie ruggini da ventenne sono dure a morire, eh cara Lauren? Fu proprio Meryl Streep  con la sua interpretazione magistrale ad ammorbidire e umanizzare il personaggio di Miranda, tanto da far percepire che, nonostante la sua tirannia, il direttore “fa solo il suo lavoro”. Sono passati dieci anni ma, evidentemente, i personaggi della soap opera newyorkese più modaiola di sempre non sono maturati. In parallelo, probabilmente, con la loro creatrice.

E voi avete letto il libro? Come lo giudicate? Siete delusi dalle recensioni o vi trovate d’accordo? Fatemi sapere!

vote-FF

Annunci

Cosa hai da dire su questa storia morbidosa? Lasciami un commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...