10 ragionevoli motivi per non frequentare un musicista

Il 48% degli uomini che ho frequentato sono musicisti.
Spaziando da strimpellatori da falò a geni sottovalutati.

E mi riferisco solamente agli uomini con cui c’è stato “qualcosa” – frivolo o serio non conta.

Se prendo in esame la totalità delle persone per cui ho provato “qualcosa” – frivolo o serio non conta – l’incidenza dei musicisti da batti-cuore supera ampiamente il 70%.

Al calcolo, nonostante il mio enorme sforzo di memoria, sfugge inevitabilmente tutta quella gente di cui ho perso ogni traccia.

E, per quanto ne sappia – bho – può essere caduta nella spirale del subbuteo, oppure può aver fatto successo all’estero diventando la nuova star-esotica-feticcio del K-Pop.

Insomma, capite benissimo che si tratta di numeri importanti.
E se il mio diploma in ragioneria non mi tradisce, questo dato può significare solamente una cosa:

Ho un problema molto serio.
Ho una patologica attrazione
per i musicisti.

E questo fa di me un’autorevole fonte di informazioni sul tema: frequentare un musicista.

Io ci ho provato a uscire da questo tunnel. Ma mettetevi nei miei panni: sono una grande appassionata di musica dal vivo.

Per quanto mi sforzi, finisco sempre sotto un palco a sbavare per qualcuno.

L’ho detto alle mie amiche. E ho scoperto che non sono da sola.
Siamo in tante a subire il fascino travolgente dell’artista.
E tutte, prima o poi, ci troviamo a leccarci le ferite per colpa di questa nostra piccolissima ossessione.

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I musicisti e i loro difetti | Fatty Fair Blog

Sui musicisti ne ho sentite e viste di tutti i colori, credetemi.

Ci sono storie di pianisti psicopatici.
Di batteristi col tic di tamburellare sulla schiena della partner e sculacciarla (ba dum tsss).
Di bassisti con le mani troppo grandi…
Di cantanti falsi come le banconote da 2 euro.
I chitarristi, poi, si dice che siano i peggiori. Specialmente i solisti.

Io l’ho vissuta per migliaia di giorni la vita della groupie.

Ci sono stata in quei luoghi oscuri in cui si muove la comunità dei musicisti.
Nei camerini fumosi, coi divani che puzzano di birra e la tappezzeria coi buchi di sigaretta.
Nei centri sociali dove i musicisti si prendono a pacche sulle spalle, mentre a te – che sei solo la ragazza di – nessuno ti calcola.
Ho annuito per autodifesa a conversazioni di cui non capivo il benché minimo senso, tipo: “Ma la senti ‘sta settima che tensione dà al pezzo?!”
Sono finita in mezzo a liti furibonde coi gestori dei locali per il cachet dimezzato o addirittura negato.
Me le sono fatte quelle nottate con l’artista in paranoia – manco sotto LSD – che non sa cosa fare della sua vita e della sua musica.
Ne ho sborsate tante di banconote, perché al musicista spetta la cena gratis – un panino insipido, a essere ottimisti – mentre a te, l’accompagnatrice, non offrono manco una ciotola di noccioline, figuriamoci da bere.

É giunto il momento di fare luce sulle storie sommerse di chi sta al fianco degli artisti.

E voglio raccontarvi solo la verità, che qui c’è un enorme falso mito da smontare pezzo pezzo.

Perché, come mi piace dire: chi sbaglia insegna.
E io – che ho sbagliato tanto (e continuo a cascarci) – voglio mettervi tutte in guardia.

Ecco com’è essere la donna di un musicista. Una sofferenza continua.

Vi offro 10 ragionevoli motivi per non frequentare un musicista.

Mai! Nemmeno per errore.

1 – Il musicista puzza

Dopo un concerto è sempre fradicio di sudore. Anche se suona il triangolo, inspiegabilmente. Dopo 9 giorni di ritiro creativo – recluso in casa o accampato su qualche monte – puzza di morto che ti fai il segno della croce quando lo rivedi. Dopo un’ora dalla doccia già appesta l’aria di ascelle grondanti e trasuda il suo tipico olezzo di kebab (che è di questo che si nutre prevalentemente – e di vodka lemon 🍹).

I musicisti puzzano, cristo santo. Perché sono sempre iperattivi, sempre in movimento, sempre a fare qualcosa. Oppure perché ciondolano in casa per giorni come barboni derelitti, prede della loro ispirazione.

E il cattivo odore interessa tutto il corpo. Tutto. Devi saperlo.

Che il fetore dei piedi è il male minore. Esci con un musicista e rimpiangerai presto quell’impiegatino di banca al gusto dopobarba che ti muore dietro da una vita.

2 – Il musicista è egocentrico

Il suo punto di vista è il solo che ritenga valido, l’unico legittimo sistema d’interpretazione applicabile. Il musicista vive nel suo mondo, una dimensione spazio-tempo (se non avesse una percezione sballata del tempo…) in cui tutto segue i suoi desideri, i suoi capricci, le sue idee. É talmente bravo ad attirare a sé persone e situazioni perfettamente rispondenti alla sua mentalità, che il mondo vero praticamente resta fuori.

Talvolta, le inconciliabili opinioni politiche o le accese discussioni su quale tipo di cucina sia più salutare, non ostacolano la storia d’amore.

Tutt’al più, se il musicista del tuo cuore è un pacifista convinto, ti beccherai qualche sonoro “Ma che cazzo dici???” o “Non capisci un cazzo!”.

E potrebbe andarti peggio. Tipo: potrebbe ferirti nel profondo, senza capirlo.

3 – Il musicista mantiene un basso profilo

Anzi, diciamo le cose me stanno. Il musicista è proprio tirchio!

La maggior parte del suo stipendio (anche se non ti è chiaro da dove provenga) la investe in strumenti musicali. Compra chitarre a raffica, praticamente ne ha una per ogni giorno della settimana. Effetti a pedale à gogo con cui ha sostituito il pavimento di casa. Accessori e custodie che puntualmente smarrisce in qualche anfratto malsicuro. E poi la loop station per il microfono, per la chitarra 1, per la chitarra 2, per la chitarra 3, per il synth, per il MacBook, per le bestemmie e le imprecazioni. Spacedrum, maracas, darabouka e triccheballacche che non suonerà mai dal vivo o in studio, ma fanno arredamento e sono utili per trastullarsi.

Tolte le spese per l’alcol e la droga, i soldi che avanzano bastano appena a portarti a cena fuori una volta al mese dal kebabbaro sotto casa.

E se mangia spesso a casa tua, non è perché vuole stare con te. Ma perché sprecare denaro per la spesa è vile e plebeo.

Insomma, se tu riesci a trattenerti davanti alla vetrina di Zara, lui potrebbe impegnarsi a razionalizzare un pochino i suoi esborsi, no?

No. Fidati. É una guerra persa.

Se vuoi proprio conciliare le tue esigenze di svago con le sue ossessioni da musicista, proponigli di passare un weekend fuori per assistere a un concerto o a un festival. Per quello è disposto a sganciare moneta sonante. E potrebbe pure rivelarsi un raro momento di altissimo romanticismo.

4 – La sua vita diventa la tua

Sia chiaro: questo succede solo se ti ostini a non farti una vita tua. Comunque, se sei particolarmente incline a dedicarti con abnegazione al tuo moroso musicista, inevitabilmente, la sua routine diventa la tua.

Per prima cosa, fuori dalle balle la sveglia puntata alle 7 di mattina. Il musicista crea di notte e dorme di giorno. Tu e il tuo lavoretto precario da borghesuccia non contate un cazzo. Quindi impara a svegliarti da sola. Organizzati. E porta rispetto all’uomo che giace nel letto accanto a te. Quello fatica tutta la notte per rendere il mondo un luogo meno infame, in nome dell’arte! Si merita di dormire in santa pace, ecco!

Ah, poi, ti trascina a tutti i suoi live. E quando non è lui a forzarti, sei tu a volerci andare. Per dimostrare di essergli vicina.

Ma lui, già prima di salire sul palco, è talmente ubriaco che non si ricorda della tua esistenza.

5 – Non si integra con i tuoi amici

Passi che non ascoltano la sua musica. Ma se ai tuoi amici piacciono cose semplici, come chiacchierare amabilmente e fare giochi da tavola, è impossibile che il tuo lui sviluppi un qualche interesse nei loro confronti.

Sarai sempre divisa tra l’amore per l’artista e i tuoi amici.

Un giorno, sarai messa davanti a una scelta molto difficile.
Andare alla festa della tua migliore amica OPPURE presenziare al concerto del tuo ragazzo. L’ennesimo del suo bettola-di-provincia-tour.

E, alla fine, sceglierai di passare la serata sottopalco (si fa per dire, nelle bettole di provincia il palco non c’è) seduta a un tavolo zozzo di maionese e di chiazze appiccicose di Caipiroska alla fragola. Che poi, chi cazzo è che continua a bere quella robaccia?

6 – Non c’è mai nei momenti importanti

Natale e Vigilia. Capodanno. Epifania. Pasqua. Primo Maggio. Battesimo di tuo nipote. Giorno della tua laurea. Morte precoce dello smartphone. Quando firmi il contratt-HO-HO-HO (credici).

Un musicista non c’è mai nei momenti importanti della tua vita. Perché è sempre in giro a suonare. O a fare le prove.

O a sfasciarsi di canne con la scusa di scrivere i pezzi per il nuovo album.

Praticamente, non c’è nemmeno ai suoi momenti importanti. Se ha una sorella che si sposa, stai pur certa che dovrà suonare al ricevimento del matrimonio. Oppure fare il dj-set per l’allegra combriccola di parenti e bimbetti spiritati che fanno il ballo del Qua-Qua sulle note dei Chemical Brothers.

Voglio dirti una cosa, amica. Se in uno di quei giorni in cui l’artista è assente, dovessi sentire l’irrefrenabile impulso di mollarla al primo che capita, stai tranquilla. Non colpevolizzarti.

É normale. E comprensibile. E accettabile. Io non ti giudico. Ti sono vicina.

7 – Sei una delle tante o l’amante

Il musicista è un puledro inquieto. Abbandonarsi ai suoi impulsi animaleschi è ciò che fa di lui un artista. Perciò, se ha il rimorchio facile, non puoi proprio farci nulla: è scritto nel suo DNA. Secondo i ben informati, uno studio clandestino – sabotato dalla comunità scientifica internazionale (e ti pareva…) – svelerebbe che i musicisti nascono da un innesto osmotico con Mick Jagger (che a 70 anni suonati continua a bombare di brutto).

Un musicista cambia ragazze e scopamiche con la stessa frequenza con cui tu cambi le mutande. E so che arrivi a farlo anche più di una volta al giorno – a differenza dei musicisti.

È bello immaginare un’avventurosa storia d’amore con un artista impegnato (solo sul piano politico-etico-sociale, mica amoroso…)

Ma qui non c’è trippa per gatti, cara. Il musicista medio può offrirti solo due cose:

a) Una concitata sveltina dell’ultimo minuto in camerino

b) Una sessione di sesso aereo in sala prove schivando bottiglie e posacenere sparsi ovunque 

Love it or Leave it.

8 – Fare la promoter del tuo ragazzo non è divertente

Il banchetto del merchandising è il tuo domicilio. Ogni weekend, reciti la parte della promoter simpaticona.

L’EP d’esordio costa €10 che è autoprodotto. Ma è una vera chicca!
Il secondo e il terzo album vengono €15 l’uno, ma la produzione dell’etichetta indipendente fa la differenza eh!
Ah, non compri nulla? Ci vuoi pensare? Forza, però, che qui tra 5 minuti il locale chiude, eh!
Dai, solo perché sei tu… ti vendo due dischi a €20.
Cosa devo fare per convincerti? Ti ci metto pure un buono pompino, dai.
Affare fatto? Ohhh grazie! Sei proprio un grande tu.
Sei uno che ci crede nei talenti emergenti, stai al top!
Tieni. Ciao.

Come? ahahah Ma dai! La storia del buono pompino era uno scherzo.
Oh non ti scaldare. Oh piano con le parole.
Ohhh!!! Cazzo vuoi??? Ti ho fatto lo sconto del 33,3%! Pezzente…

Sei proprio sicura di riuscire a gestire ogni weekend una media di 10 acquirenti truffati con lo scherzetto del buono pompino? No, non puoi.

Però, puoi sempre ripiegare sul ruolo di PR dei poveri.

Invita su Facebook tutti i tuoi amici ai concerti del tuo uomo. E spamma pure offline tra la gente che incontri. Però, scordati la percentuale sugli ingressi. E le bevute gratis, ça va sans dire.

9 – Si scopa solo come dice lui

Questa è una verità scottante. Ma devo rompere il silenzio una volta per tutte, senza paura delle conseguenze.

Il musicista scopa solo come dice lui. Non dimenticare che i musicisti sono egocentrici!
Ok: qualche scopata passerà pure alla storia. Ma dopo un po’, che palle quando ti accorgi che vuole sempre dettare lui le condizioni a letto.

Mettiamo che gli proponi una variante o gli fai una richiesta specifica. Lui ti risponde: sì sì, dopo, adesso mettiti così. E quel dopo non arriva mai.
Puoi anche aprirgli le porte della tua intimità, confidargli i tuoi più reconditi sogni erotici, i tuoi desideri emergenti.
E lui niente. Non recepisce. Se ti accontenta, lo fa controvoglia. Ed è matematico che tu perdi l’eccitazione all’istante.

Consigli per l’uso? Vacci a letto 3 volte e poi fine.

Così ti prendi solo il meglio. E hai tutto il tempo per farti spiegare le differenze fra delay, echo e riverbero – con una lezione mooolto pratica.

10 – Musicista chiama gelosia

Il tuo fidanzato può essere il più santo dei musicisti. Ma tu sarai sempre soggiogata dalla gelosia.

Perché essere la ragazza di un musicista significa  – tra le altre cose  – assistere al folkloristico pellegrinaggio di femmine accalorate che vanno a fargli i complimenti dopo il concerto. E giù baci, abbracci, selfie, risate, battutine border line, palpatine. Mentre tu te ne stai in un angolino perché c’hai il merch (ricordi?) e perché, insomma, non puoi rovinare la sua aura di gran figo. Tutto fa marketing, devi accettarlo.

Comunque, il problema non sono solo le donne. TUTTI sono il problema.

Perché un musicista ha il preciso dovere morale di assecondare le attenzioni che riceve. Così, invece di passare un po’ di tempo con te, lo trovi in ogni momento a stringere mani, brindare con amiconi o perfetti sconosciuti, eseguire bis privé su richiesta, discutere di possibili collaborazioni artistiche e progetti musicali paralleli, recensire gli ultimi dischi usciti, buttar su dibattiti sui motivi del successo di Calcutta (e se lo merita o meno – il grande quesito che spacca l’Italia).

Il tempo che dedica a te è poco. Pochissimo.

Sei disposta a sopportare tutto questo? Sei sicura?
Bene. Ti dico un’ultima cosa.

Il musicista chiama per forza gelosia.

Perché amerà sempre la musica più di te.

E quella è una rivale imbattibile. Deponi le armi e arrenditi.

Posso dirti tranquillamente – senza sembrare allarmista – che esistono più di 10 motivi per non uscire mai con un musicista.

Ma te ne basterà uno soltanto per desiderare di farlo.

Lui che ti guarda dal palco.

Percepire lo sguardo di un musicista che si posa proprio su di te – in mezzo alla folla – è una delle emozioni più potenti che potrai mai provare.

É un gesto delicato e spudorato insieme.

É un filo invisibile di intima complicità che vi unisce.
É la maliziosa esibizione pubblica della vostra privatezza.

É un’altalena di sensazioni.

All’inizio, ti sembra casto come stringersi le mani di nascosto sotto un tavolo.

Poi, se lo sguardo si fa incalzante, ti sembra svergognato come fare l’amore in mezzo alla strada in pieno giorno.

Ecco, se un giorno ti capiterà, goditeli appieno quegli occhi intensi che ti fissano dal palco.

Anche se sotto c’è solo un’attrazione puramente platonica. Non distogliere lo sguardo.

Vivi il momento.

Perché sentirsi l’unica donna che un uomo possa desiderare – in mezzo a un’orda di strafighe – è un privilegio mozzafiato concesso a poche.

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Sguardi galvanizzanti

Comunque, pur essendo un’insider, c’è ancora una cosa che stento a capire dei musicisti.

Ma perché ‘sti cretini si ostinano a scrivere la scaletta del concerto a penna, all’ultimo momento, sulla carta oleata del paninaro o – quando va bene – su fogliacci volanti sgualciti?

Niente da fare.

Sono troppo pragmatica per frequentare un musicista.

Questo racconto non sarebbe mai nato se non avessi conosciuto tanti artisti, stretto amicizie con musicisti/musiciste, lavorato spalla a spalla con chi promuove l’arte e la cultura.
Il contributo di queste persone, seppur  indiretto e non sostanziale, è stato e continua ad essere un’inesauribile fonte di ispirazione; un’occasione di apprendimento permanente.
Le voglio ringraziare tutte, dal profondo del mio cuore.
Perché è vero che, ovunque ci sia buona musica, il mondo appare istantaneamente meno infame.

Nonostante fare musica comporti una lunga serie di avversità.
E l’ascoltatore medio possa risultare ignorante/becero.
E i locali non paghino abbastanza – ma fanno pure fatica a riempirsi, lo sai?

Abbraccio anche le grandi donne che sono al fianco dei musicisti.

Il loro ruolo è fondamentale, sebbene non venga riconosciuto.

Per esempio, si prendono cura dell’igiene personale dei musicisti.
Preparano spaghettate notturne per branchi di maschi in fame chimica.
Fanno da guidatore designato agli artisti notoriamente ubriaconi.
E motivano i musicisti ad andare avanti.
Per hobby, per passione, per professione.
Che c’è sempre bisogno di poesia; ruvida, setosa, storta, bizzarra.

Così come c’è bisogno di noi!
Suvvia, non siamo solo delle rompiballe.

Vengono scritte tante canzoni sulle donne, no?
E pure le musiciste parlano di donne.

Ci sarà un perché. E sono sicura che sia ragionevolissimo.
Più della mia lista di 10 motivi per non frequentare un musicista.
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Io che vado a dormire felice e beata dopo un concerto (sì, senza struccarmi: fa più rock ‘n roll)

Mentre scrivevo, ho ascoltato questo album. É Relics dei Pink Floyd, una raccolta uscita nel 1971 che contiene un inedito e singoli pubblicati su 45 giri alla fine degli anni Sessanta. Prima che Syd Barrett si defilasse (😢).


E tu sei mai stata la donna di un musicista?
Oppure, sei un musicista e vuoi insultarmi?
In ogni caso, lasciami un commento!

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3 thoughts on “10 ragionevoli motivi per non frequentare un musicista

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