Fare sport quando sei in sovrappeso: da dove iniziare?

Sei in sovrappeso e vorresti fare sport? Oppure, nonostante la tua forma fisica, hai sempre praticato attività sportiva senza problemi? O, magari, hai una linea impeccabile ma vuoi scoprire cosa ho da dire?

Benvenut* qui, allora! In ogni caso, sei nel posto giusto. 

Se fatichi a trovare la giusta motivazione per fare sport, che tu sia una persona in sovrappeso o no, spero di esserti d’aiuto.

Se invece hai un’animo sportivo e hai una vita attiva, spero che ti troverai d’accordo su alcuni punti del mio pensiero. E che, magari, condividerai la tua esperienza. Ci tengo alla pluralità di voci!

E se non c’entri niente con tutto questo, beh, fai bene a curiosare. Mettersi nei panni di qualcun altro è sempre interessante.

Cominciamo.

Da un anno esatto mi sono messa di buona lena a fare sport, con dei risultati mai visti prima.

Non ho per le mani la pietra filosofale, chiariamolo subito. Ma, come portatrice di (diversi) chili di troppo, vorrei raccontare la mia esperienza con l’attività fisica e il sovrappeso, degli ostacoli che ho trovato davanti a me, di come li ho superati.

Andiamo per gradi.

Per maturare la decisione di fare sport in palestra o di dedicarsi in autonomia all’attività motoria, deve nascere una motivazione.

Stando alla mia esperienza personale e a quanto mi dicono le persone in sovrappeso che conosco, posso assicurare che la capacità di giudizio tendenzialmente non manca. Ce ne rendiamo conto da sole che abbiamo dei chili di troppo e che dovremmo muovere il culo.

Siamo anche subissati da numerosi stimoli esterni. A volte costruttivi, molto spesso, invece, puramente gratuiti e fastidiosi.

Ce lo dicono gli altri. Ce lo diciamo noi stesse. Lo sappiamo bene:
è proprio ora di muovere il culo.

Eppure, tutte le ragioni del mondo non sembrano mai abbastanza.

fonte: www.stylishcurves.com
fonte: http://www.stylishcurves.com

La routine quotidiana appare troppo frenetica persino per infilarci in mezzo una doccia, figuriamoci se è possibile fare sport. I soldi per andare in palestra non ci sono. La zona in cui si vive non offre spazi adeguati vicino casa per fare movimento.

Tanto anche con il peso in eccesso l’organismo è a posto, il dottore lo conferma: analisi perfette. Purtroppo è la costituzione robusta, non ci si può fare nulla. Mica si può essere tutti snelli e tonici?!

Le difficoltà a ingranare la marcia risiedono più nella psiche che nel corpo

D’accordo. Molte donne in sovrappeso scoppiano di salute. Seguono un’alimentazione bilanciata, non esiste attività troppo sfidante per loro: pulizie di casa, viaggi, salto in lungo per timbrare il cartellino in orario, staffetta al supermercato, bungee jumping, arti circensi e sesso acrobatico.

Insomma, nonostante i chili di troppo, il fisico è prestante. Ottimo.

Quindi, perché fare sport se, tutto sommato, stiamo bene anche così? Voi fissati con il fitness andate a sgambettare altrove e lasciateci in pace con la nostra morbidezza!

Ci piacciono le nostre curve! E poi, abbiamo lavorato sodo per guadagnare autostima e sicurezza.

Va bene.
Questo è un eccellente punto di partenza.
Non un punto di arrivo.

E il punto di arrivo, peraltro, non è nemmeno quello che imporrebbe il senso comune. Cioè, dimagrire.

Sicuramente, perdere qualche chilo può giovare, ma l’obiettivo è un altro. Deve essere un altro.

Sport e sovrappeso: sposta l’obiettivo sul benessere, non pensare ai chili

Il punto di arrivo, come dicevo, non è dimagrire.

Il punto di arrivo è il benessere. STARE BENE.

Quando si raggiunge uno stato di benessere, le forze aumentano, migliora la determinazione, accresce la serenità. Si attiva un meccanismo virtuoso, nella mente e nella vita.

Parlare di benessere è come parlare di ufo: quando suggerisci quelle poche e semplici abitudini salutari per stare meglio, non ti crede mai nessuno.

Perché il benessere se non lo provi non sai cos’è. É un concetto astratto, volatile. In fondo, cosa è il benessere? Ognuno può trovare il suo modo per stare bene, no?

Vi spiegherò cosa è per me il benessere tra qualche riga. Prima, devo dirvi perché bisognerebbe pensare al benessere e non a dimagrire.

Partiamo da un assunto che mi lascia un po’ di amaro in bocca.

Ho fatto un esperimento – che potete ripetere anche voi – per capire qual è, orientativamente, il pensiero diffuso sullo sport e il sovrappeso.

Ho cercato su Google l’espressione “sovrappeso sport” per vedere come trattano l’argomento i siti consigliati dal motore di ricerca.

Esperimenti come questo li faccio quotidianamente: sono alla base del mio lavoro, dato che mi occupo di web marketing. Interrogo i motori di ricerca (e altri strumenti) per studiare i comportamenti e i desideri degli utenti.

Dovete sapere che Google mostra agli utenti i risultati più pertinenti alla chiave di ricerca digitata. Google determina la pertinenza dei contenuti di internet in tanti modi e sappiamo che, sicuramente, privilegia le pagine web più popolari tra gli utenti. Capire questo meccanismo è importante per comprendere il senso della mia ricerca.

Insomma, cercando “sovrappeso sport”, Google suggerisce 10 siti in prima pagina. Tra queste pagine web, 9 (il 90%) riportano nel titolo o nel testo espressioni come: dimagrire, dimagrimento, perdere peso, perdita di peso, contrastare il sovrappeso.

Leggendo i testi capisco che, in questi contenuti, si delinea una correlazione inequivocabile tra sport-sovrappeso-dimagrire. A legare i tre termini pare esserci una dipendenza reciproca, quasi una connessione logica, il cui senso si potrebbe riassumere così:

Se sei in sovrappeso,
vuoi o devi fare sport
per dimagrire

Ho controllato anche le ricerche correlate suggerite da Google, riportate a fondo pagina. Su 8 consigli ci sono 6 occorrenze con la parola dimagrire (il 75%). Quest’ultimo potrebbe essere il dato più significativo, perché indica le chiavi di ricerca più digitate dagli utenti.

Cosa rappresentano per me questi dati? La mia valutazione è strettamente personale, non sono una sociologa dell’internet. Ma, semplicemente attenendomi ai dati, potrei dedurre questa ipotesi.

Se in prima pagina di Google appaiono questi risultati per “sovrappeso sport” potrei pensare che gli utenti – con i loro comportamenti digitali – indicherebbero a Google di essere fortemente interessati ai temi sport-sovrappeso-dimagrire. E, facendo un ulteriore passo nelle ipotesi, questo potrebbe significare che le persone in sovrappeso cercano informazioni sullo sport come metodo per dimagrire.

E mi sorge qualche perplessità: lo sport serve davvero solo a dimagrire? Non vi sembra limitativo?

Tuttavia, non bisogna essere un sociologo dell’internet per capire che le intenzioni degli utenti – e di chi pubblica contenuti sul web – rispecchino appieno il senso comune. É noto che lo sport venga indicato da tutti (medici, nutrizionisti, chiunque) come la giusta via per perdere peso.

Dal mio punto di vista, percepisco che le persone con diversi chili di troppo dallo sport si aspettano un risultato ben preciso e agognato: dimagrire.

Ma sovraccaricarsi di tante pressioni e aspettative è la strada giusta?
É corretto pretendere nient’altro che un risultato quantitativo e non qualitativo?

Dal mio punto di vista, no.

Chiediamo troppo a noi stessi,
e mai ciò che è davvero importante

Certamente, ogni singola persona in sovrappeso è un caso a sé. C’è chi obiettivamente sta bene pur col suo grasso “in eccesso”. E c’è chi dovrebbe tassativamente perdere peso per motivi di salute.
Ma non sono questioni di appannaggio comune.

Eppure, molti si arrogano il diritto di incitare le persone grasse a dimagrire, per forza, e con misure drastiche. Come se non esistessero i medici a indicare cosa sia meglio per ciascun paziente.

Così, i soggetti in sovrappeso vengono bombardati costantemente da un unico messaggio: devi fare sport perché devi dimagrire.
Nessuno ci dice mai di fare attività fisica perché fa bene all’organismo e alla testa, a prescindere dall’ipotetico riscontro della bilancia. 

Proviamo ad azzerare tutto quello che ci hanno detto finora.
Proviamo ad azzerare tutto ciò che abbiamo pensato noi sul nostro corpo.
Facciamo spazio a un pensiero diverso, nuovo, semplice e potentissimo: raggiungere il benessere.

foto: www.weheartit.com
foto: http://www.weheartit.com

Spostare il focus sul benessere, piuttosto che sul perdere peso, sembra un approccio blando. Ma per alcuni potrebbe risultare estremamente efficace.

É un espediente magico per la psiche, perché allenta le nostre resistenze verso lo sport e la fatica. Aiuta a mantenere costanza e motivazione. É un metodo che potrebbe aumentare le chance di arrivare all’obiettivo desiderato – o necessario, per qualcuno.

Fare sport per il proprio benessere è come iscriversi all’università: si sa che occorre superare ogni singolo esame prima di arrivare alla laurea.

Perché non proviamo ad adottare questo approccio per gradi anche per affrontare l’attività fisica? Sarebbe utile comprendere che migliorare la salute è un percorso: ci sono delle tappe intermedie che vanno conquistate e non si possono saltare a piè pari.

Concentriamoci su cosa possiamo fare adesso, oggi, per noi. Non sui risultati che – forse… se resistiamo… – otterremo tra mesi o anni.

Perché sì: fare sport genera benefici immediati per il corpo e per la mente: dal rilascio di serotonina – che ci eleva a uno stato di grazia – all’incremento di energia. Tutto questo facendo una sola seduta di attività fisica.

Potete immaginare cosa può succedere nel giro di settimane, mesi?

Vi racconto cosa è successo a me.

Con lo sport ho guadagnato molto di più dei chili che ho perso

Che è un po’ come dire: il mio metro di giudizio non è il numero di chili persi, ma il grado di soddisfazione che ho conquistato.

Mi sono riavvicinata allo sport dopo 3 anni di attività scarsa e sporadica. L’ultima esperienza fu in palestra, dove seguivo corsi di acqua-gym e aerobica.

Le cose non erano andate molto bene, come nelle precedenti esperienze. In tutta la mia vita, ho fatto allenamento personalizzato con personal trainer, pallavolo, danza, step coreografico, aerobica, GAG. Facevo sport da sempre e mi gratificava sul momento. Ma non mi dava una soddisfazione permanente, perché non vedevo risultati eclatanti.

Ho sempre affrontato l’esercizio fisico con la mentalità sbagliata. Per questo, alla fine, mollavo ogni volta.

Il ritorno in auge dello sport nella mia vita è stato casuale e per niente programmato. Ma si è trattato, pur sempre, di un inizio. Preziosissimo!

Nel 2015 vivevo un momento di stress molto intenso. Per evitare di scaraventare tutto all’aria – ero davvero satura – ho iniziato a concedermi qualche passeggiata, cosa che mi dava molto conforto. Come mettevo un passo davanti all’altro, anche la mia mente si metteva in moto.

É bastato poco per capire di non dedicare veramente tempo a me stessa, di non prestare attenzione alle mie esigenze reali. Ero sempre proiettata verso il futuro, verso obiettivi lontani che non sembravano mai avvicinarsi.

E ci ho camminato sopra. 
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Io durante una bella camminata | Fatty Fair Blog

Lì per lì, nessun risultato degno di nota. Ma, almeno, avevo iniziato a pensare. Ossigenare il corpo dava nuovo ossigeno ai miei pensieri.

Poi, è scattata la molla decisiva: il mio benessere psico-fisico doveva essere il mio obiettivo primario.

A gennaio 2016, con calma e in maniera molto graduale, ho cominciato a introdurre tante novità nella mia routine quotidiana. Il punto di inizio è stato proprio l’introduzione dello sport e la modifica delle mie abitudini alimentari.

Mi sono dedicata all’attività fisica con metodo.

Per “metodo” intendo: con spirito critico. Non sono severa. Non sono indulgente. Cerco di essere equilibrata e oggettiva.

Non ho cercato la consulenza di un personal trainer o un nutrizionista. Ma non vi invito a fare lo stesso. Se potete, fareste bene a rivolgervi agli specialisti.

Personalmente, credo che se avessi rimesso piede in palestra avrei fallito di nuovo. Non perché gli allenatori non siano capaci. Ma perché nel momento in cui ho ricominciato a fare sport sapevo di non poter sostenere i ritmi incalzanti di una lezione di cardio-fitness né il tapis-roulant.

Avevo bisogno di riavvicinarmi alla ginnastica con un approccio personalizzato. Più soft, certo. Non c’è nulla di male ad ammetterlo. Dopotutto, essendo realista e non avventata, ho raccolto risultati che pensavo irraggiungibili.

Il punto è proprio questo: spesso siamo i primi a non sapere cosa sia meglio per noi stessi.
Ci fissiamo obiettivi troppo alti, senza capire che non sono nelle nostre possibilità.

C’è un momento per tutto.
C’è un momento per cominciare.
C’è un momento per evolvere.
C’è un momento per verificare i risultati.
C’è un momento per stabilire come proseguire.

Adottando questa filosofia, sto riuscendo a praticare sport da un anno, con gioia e costanza. Con la determinazione di andare sempre avanti.

In un anno, il mio modo di allenarmi si è evoluto, man mano che ho acquisito forza, elasticità e resistenza. Vi racconterò i dettagli del mio allenamento in un futuro articolo.

Ora, vorrei spiegarvi brevemente perché, secondo me, è sempre una buona idea fare sport se siete in sovrappeso.

Vi elenco, nel mio personalissimo ordine di importanza, i risultati che ho ottenuto in 12 mesi di attività fisica programmata e costante.

  1. Il mio umore è stabile e positivo: sono serena, anche se consapevole che le cose potrebbero andare meglio
  2. Le mie giornate hanno una dimensione più umana: non manca mai un momento per me stessa
  3. Sono diventata più sicura di me, aperta a nuove attività e avventure
  4. Gestisco le emozioni e gli imprevisti spiacevoli con tranquillità: le preoccupazioni non prendono il sopravvento
  5. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo e a dargli ciò che mi chiede
  6. Riesco a fare molte più cose di prima, nel dovere e nel piacere
  7. Non ho più dolori atroci alla schiena né al collo dovuti al lavoro sedentario
  8. Non soffro più di gonfiore alle gambe e ai piedi
  9. La pelle del viso e del corpo è più liscia, elastica, luminosa
  10. Ho perso due taglie

Questi 10 punti per me rappresentano IL BENESSERE.

Ecco: per la prima volta, ho perso due taglie senza rendermene conto. Credo sia la conseguenza di un approccio “olistico” (altro termine che spaventa, più di benessere). Un approccio, cioè, non strettamente mirato al contrasto del sovrappeso, bensì al perseguimento di un migliore stato di salute psico-fisica generale e complessiva.

Nel mio caso, è bastato spostare il focus dal dettaglio all’insieme, perché tutto diventasse facile e naturale. Per innescare un cambiamento ampio. Anzi: totale.

Con questo articolo su come iniziare a fare sport quando hai i chili in eccesso non voglio insegnarvi nulla, dal momento che non ne ho i titoli!

Vorrei – però – invitarvi a una riflessione profonda su voi stessi. Sulle nuove possibilità che possono nascere quando si cambia il punto di vista.

Spero vi sia utile.

I primi passi sono per scappare.

Se continui a camminare, è per andare.

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Durante una delle mie camminate | Fatty Fair Blog

 

Qual è la tua formula vincente per fare sport?
Cosa ne pensi dei miei consigli?
Fammelo sapere con un commento!

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2 thoughts on “Fare sport quando sei in sovrappeso: da dove iniziare?

  1. il benessere è la cosa più importante, poi c’è chi ha davvero bisogno di dimagrire e lo sport può aiutare anche in questo. Ma lo sport fa bene anche a chiunque anche alle persone magre e snelle per natura

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    1. in ogni caso fai bene a fare sport qualunque sia il motivo. Fare sport e/o ginnastica per perdere peso (se ne abbiamo davvero bisogno) è giusto, farlo per benessere è giusto, farlo per entrambi i motivi è giusto. Ginnastica e attività fisica fanno bene, ripeto, anche a persone snelle per natura o normopeso per natura che non hanno bisogno di perdere peso, io sono secco e faccio cyclette

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