Cosa significa essere una donna curvy

Pausa pranzo.

Ordino una piadina d’asporto per me e il collega che mi aspetta in ufficio.
Nel banco frigo spunta il tiramisù appena fatto.
“Ti va un dolcino?” chiedo al telefono al collega e, così, aggiungo all’ordine due tiramisù a portar via.

Alcune ragazze iniziano a sghignazzare alle mie spalle.
Mi volto e le guardo come per chiedere “beh, che c’è?” e queste ridono ancora più forte, sussurrandosi qualcosa all’orecchio.
Riferito a me.
A giudicare dall’ilarità, devono essersi dette delle cose proprio spassose.

Essere curvy significa sentirsi sempre un po’ presa per il culo.

Basti pensare all’inesauribile diatriba sul significato del termine “curvy” e il suo utilizzo.

Tradotto dall’inglese, significa letteralmente “con le curve”.

Quindi, secondo il dizionario, sei curvy se:

  1. non ha chili di troppo, ma hai un corpo sinuoso e con tutte-le-curve-al-posto-giusto.
  2. hai chili in abbondanza e curve distribuite in posti meno giusti, come un’opera di un archistar un po’ burlone.

Una forbice talmente ampia dove – idealmente – ogni donna potrebbe trovare uno scampolo della propria identità.

Ma, si sa, alla gente gli fanno schifo i macroinsiemi.

Perché accontentarsi di stare nella categoria in cui stanno tutti?
Ritagliarsi la propria nicchia esclusiva è più divertente.

E così, le donne magre faticano a sentirsi chiamare curvy – “Mica sono cicciona, io”.

Le donne morbide da una parte sentono che il termine “curvy” le valorizzi; dall’altra pensano che “curvy” sia proprio un eufemismo del cazzo.

E poi, le “curvy models” su Instagram e quella Miss Italia non sono curvy, ma solo formose.

Certe curvy blogger non sono curvy ma plus-size.

Ma poi, plus-size sembra offensivo.

Taglie forti rievoca l’odore di naftalina degli armadi della nonna, con le casacche dritte e i vestiti castigati.

Curvy un corno, sei grassa, punto – sentenzia il premio Nobel per la pace de’ noantri.

Qualcuno si è persino preoccupato di codificare la “proporzione aurea” del perfetto corpo curvy.

girovita : bacino = stam*nchia : sai-quanto-me-ne-frega

Ma se ti definisci curvy illecitamente,
puoi chiedere il condono facendo il
workout à la Belen Rodriguez?

Quante ne abbiamo sentite – e dette – da quando si è iniziato a parlare di curvy?

Per fortuna, c’è chi, come BuzzFeed, ironizza sulla mania di definire cosa sia realmente curvy: al diavolo Beyoncé come benchmark, tanto anche un grappolo d’uva ha le curve.

Più liberatorio di una scarica di parolacce.

Insomma, il dizionario non basta a unificare sotto lo stesso termine tante anime diverse. 

Eppure, essere curvy significa
la stessa cosa per tante donne.

Da molto prima che ci chiamassimo (o chiamassero) curvy. In Italia o altrove. A qualunque latitudine. In qualunque lingua.

E su questo, non esiste abusivismo lessicale che tenga.
Perché, oltre la barriera dei distinguo, ci sono dei reali punti di convergenza.

Almeno uno tra tutti quelli che elenco.

Essere curvy significa questo.

1

Essere curvy significa avere la pancia piatta solo quando sei sdraiata nel letto.

Ogni mattina, preghi che il ventre resti tonico anche una volta in piedi.

Ti siedi nel letto e i rotoli di ciccia si mettono a pomiciare con le tette. Ti alzi dal letto e la pancia si rivela in tutta la sua imponenza. Che bello sarebbe un mondo senza forza di gravità!

2

Essere curvy significa avere
i fianchi più larghi del water.

Sentirsi un pelino costretta nella vasca da bagno ed esigere un piatto doccia comodo.

3

Essere curvy significa sbattere ripetutamente dappertutto. Anche quando hai la piena consapevolezza del tuo ingombro, continua a succedere.

Spallate alla porta e gomitate sul controtelaio. Strisci i fianchi sul piano della cucina – attenta al pentolino del latte! – e sbatti il sedere contro il tavolo che non pensavi così vicino. Scleri.

4

Essere curvy significa vedere le briciole atterrare sulle tette o sulla pancia. Vista da fuori, sembri una maniaca che si guarda e tocca di continuo.

5

Essere curvy significa stimare con un colpo d’occhio la solidità e resistenza di tutto; significa appoggiarsi con delicatezza su qualunque superficie, nel dubbio che questa possa cedere sotto il tuo peso. Ed evitare di abbandonarti comodamente sullo schienale per paura che si spezzi o – peggio – di ribaltarti.

6

Essere curvy significa che la zip dei jeans si impunta sulle tue generose protuberanze e, allora, impari a tirare in dentro la pancia in automatico (ed eviti le chiusure con i bottoni).

7

Essere curvy significa avere i vestiti carini e poi quelli da ciclo, ovulazione e premestruo – solitamente scuri e un filino più larghi. Su di te, il gonfiore sembra essere più evidente che nelle altre donne.
L’accessorio must di “quei giorni” è la voglia di chiuderti in casa e non farti vedere da nessuno.

8

Quando sei curvy e urti delle persone camminando per strada, queste ti guardano con il terrore negli occhi, come chi è uscito illeso da un impatto con un TIR.

E, spesso, prendi atto che i veri “camionisti” sono loro – con il dovuto rispetto per gli autotrasportatori.

Quelli che per una simile sciocchezza ti chiamano: balena, cicciona, grassona, chiattona.

Vogliamo fare la circolazione a taglie alterne?

Apprendi il significato dell’essere curvy soprattutto quando ti relazioni con la gente.

9

Susciti la curiosità di chi ti sta attorno quando: sei in uno spogliatoio, balli, fai sport, sei in atteggiamenti teneri con il partner, sei in costume da bagno, ti conci in maniera appariscente, mangi, cammini, sei in sala d’attesa dall’estetista e in un trilione di altre situazioni. Ma, soprattutto, quando te ne stai tranquilla per i fatti tuoi.

10

Quando fai la spesa, la costante della donna curvy è essere importunata dai commenti dei marmocchi (ma non è loro la colpa).

– Mamma, ma quella ha un bambino nella pancia?
– No, amore…
– Ah, allora è grassa. Perché è così grassa?
– Buono, amore, non farti sentir… Hey! Torna qui!
– Scusa, signora, perché sei così grassa?

… Perché mi mangio i bambini rompiballe come te…

11

Essere curvy significa roteare gli occhi al cielo quando le tue amiche in ottima forma si disperano per il loro aspetto fisico.
Se si fanno tanti complessi per il proprio corpo, cosa penseranno di te?

12

Essere curvy significa che, a volte, chi prepara i pasti (ristoratori inclusi) decide quanto devi mangiare.

La metà delle volte, ti vedi recapitare una porzione più piccola degli altri.
L’altra metà, ti portano una porzione più abbondante.

Di tanto in tanto, il tuo piatto arriva condito con battutine fuori luogo.

  1. Si vede che sei una buona forchetta!
  2. Ho pensato che volessi stare attenta alla linea…

Calamità totale quando mangi fuori pasto o ti prendi qualcosa di molto calorico.

Il cannolo della mezzanotte
è più temuto dei missili coreani.

13

Essere curvy significa che la tua condizione fisica o di salute è una questione pubblica. Tutti – anche gli sconosciuti – si sentono in diritto di esprimere pareri non richiesti, persino alla fermata dell’autobus.

  • Non è ora di metterti in forma?
  • Se solo ti amassi di più…
  • Con qualche chilo in meno saresti più bella.
  • Non troverai mai un uomo se sei così grassa.
  • Hai un viso perfetto! Perché non dimagrisci un po’?
  • Ti stai rovinando da sola.
  • Ho paura per la tua salute.
  • Non è che devi diventare anoressica, ma se perdi peso tutto sarebbe più facile.

Oh, signora mia, sarebbe davvero più facile se ti facessi gli affari tuoi.

14

Ma c’è anche il contrario:

  • Se fossi magra, non saresti più tu.

Dici? Io credo che la mia massa cerebrale rimarrebbe inalterata.

E sospetto che pure tu saresti scema in ogni caso.

15

Quando sei curvy, la tua vita sentimentale e sessuale diventa un caso di Stato.

Il tuo lui di turno viene visto come un povero martire o, in alternativa, un malato mentale.

  • Ma cos’ha quella in più delle altre?
  • Non capisco proprio cosa ci trovi di bello in lei.
  • Sembrate madre e figlio.
  • Ma davvero siete fidanzati??? Pensavo foste amici/fratelli/cugini.
  • Come fai a eccitarti con una così?
  • Vabè, ho capito… Sei un feticista della ciccia.
  • Vabè, ho capito… Ti piacciono le tette grosse.
  • Scusa, ma hai lasciato quella strafiga per metterti con questa qui?
  • Secondo me ti sottovaluti. Potresti avere di meglio.
  • Non ti senti in imbarazzo a uscire con lei?
  • Ti rendi conto di cosa ti stai perdendo?

Ogni tanto, a qualcuno arriva l’illuminazione.

Ah, ho capito! Quella, affamata com’è,
sarà pronta a fare di tutto a letto!

. . .

16

Sempre per la serie delle grandi illuminazioni:

  1. Se hai un’avventura erotica, è perché lui non ti vuole come fidanzata ufficiale.
  2. Se hai una storia seria, è perché gli fai pena.
  3. Se fai sesso occasionale, è perché sei talmente disperata che ti accontenti di tutto.

17

Essere curvy significa anche preoccuparsi che certi servizi siano adatti a te.

Sui voli low cost può servire la prolunga per la cintura di sicurezza. E se la usi, il vicino ti guarda sconcertato manco ti avesse vista torturare di una cucciolata di micetti.

Negli ascensori affollati, controlli il peso massimo. Qualche volta esci e aspetti il prossimo turno per evitare il linciaggio qualora l’ascensore dovesse bloccarsi. Perché nessuno è mai disposto a cederti il posto in ascensore, quindi sei tu che devi pensare alla collettività, come se fosse una responsabilità tua soltanto.

Quando sali in macchina con altre persone, hai il terrore di finire sui sedili posteriori e pensare che è colpa tua se state stretti.

18

Essere una donna curvy significa vergognarsi di russare quando dormi con qualcuno nello stesso letto o nella stessa stanza.

19

Essere curvy significa venire automaticamente scartata per alcuni lavori di assistenza al pubblico. C’è chi pensa che non sei di bella presenza, o che non sei agile, che ti stanchi facilmente, che sei pigra o, semplicemente, che non sei la persona più adatta a rappresentare quel brand o negozio.

20

Essere curvy significa iscriversi in palestra e diventare l’attrazione principale della sala attrezzi. Chissà quanto dura…? Ma ce la farà…? A me sembra una causa persa…

Fare sport nonostante il sovrappeso, mettendocela tutta, significa subire le pressioni psicologiche degli stronzi – tra amici e parenti – che ti dicono che quello che fai non basta. Che devi impegnarti di più. Che devi votare la tua vita alla perdita di peso e basta.

E mentre la vita scorre, che faccio?
La rincorro arrancando sul tapis roulant?

 

 

Essere curvy significa sentirsi sempre inadatta. A qualunque taglia, obesa o no.

Un esempio?

Quando portavo la 48 ero inguardabile.

Quando portavo la 50 ero una cicciabomba.

Quando portavo la 52 ero inscopabile.

Quando portavo la 54 ero un cesso.

Quando portavo la 56 ero un armadio.

Quando portavo la 58 ero una balena.

Quando portavo la 60 ero abominevole.

Per qualcuno sarai sempre sbagliata.

Non importa quanto pesi, quale taglia indossi, se sei in salute con o senza chili in più.

Figurati se importa quanto sei intelligente, in gamba, affettuosa, socievole, dotata.

Il punto è che non importa nemmeno che tu sia normopeso o in sovrappeso.

Quella che sei, a seconda di chi ti guarda, può essere un vizio o una virtù.

A questo punto, l’unica cosa importante è sapere chi sei davvero tu.

Potrai stare bene con te stessa e ritenerti pienamente soddisfatta.
Oppure, potrai desiderare di migliorare alcuni aspetti di te (non solo fisici, anche della personalità o della sfera delle capacità).

Va bene in ogni caso e – dopotutto – non è una faccenda pubblica.

Ogni scelta che fai per te stessa è giusta, se la ponderi con lucidità.

Basta sottrarsi all’influenza negativa che arriva dall’esterno.

Tutto ciò che hai bisogno di sapere
è dentro di te.
Perché nessuno potrà mai conoscerti
meglio di te stessa.

Ritorno all’ufficio senza nemmeno accorgermene, assorbita dai pensieri.

Devo togliermi questa stupida abitudine di farmi i comizi nella testa quando sono in giro.

Incontro il collega: attende il pranzo fregandosi le mani e mi strappa una fragorosa risata.

Passano una manciata di minuti e finalmente arriva il momento del dessert.

“Fortuna che ci sei te. L’idea del tiramisù è stata geniale”.
“My Mad Fat Diary”

Foto di copertina
PH Anna Morosini

dal mio articolo “Il tempo degli altri

E per te cosa significa essere una donna curvy?

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21 thoughts on “Cosa significa essere una donna curvy

  1. A me queste cose le dicono anche se porto la 42…
    Al giorno d’oggi per trovare un uomo e non morire vergine devi portare max la 38. E in alcuni commenti maschili su Internet ho visto considerare grassa anche una 38…

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    1. se hai incontrato solo uomini fissati mi spiace, ma le donne taglia 42 ma pure 44 e 46 non sono tutte vergini e l’uomo lo trovano senza problemi, e solo un imbecille le considera grasse (e considerare grassa una 38 è da malati). una taglia 40 42 o 44 o 46 è normalissimo
      Comunque qualunque sia la nostra taglia nessuno è obbligato a trovarci attraenti o succede o non succede e vale anche per gli uomini

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  2. Raramente ci si imbatte per caso in pezzi ben scritti, di questi tempi. Raramente ci si imbatte per caso in pezzi dalla sincerità spiazzante, di questi tempi. Questo pezzo è ben scritto ed è frutto di una mente intellettualmente onesta.
    Tre volte complimenti: uno per la forma, due per il contenuto, tre perché si sottovaluta sempre il benessere sociale che nasce dalla verità nuda e cruda.

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    1. Scusa per il terribile ritardo! Grazie tante per le parole di apprezzamento 🙂 Non credo di aver detto qualcosa di vero in senso assoluto, ma è onesto, come dici te. E l’onestà, davvero, è una virtù da coltivare!

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  3. le curvy model sono formose, curvy vuol dire questo, e non altro. Per me va accettato che per certi lavori a contatto col pubblico, i datori di lavoro possano richiedere anche la “bella presenza” purchè la richiedano a dipendenti uomini e donne. Quanto ai consigli non richiesti e i commenti maleducati (che si fanno anche ai ragazzi grassi), quelli sono inaccettabili, per rispettare qualcuno non occorre trovarlo fisicamente bello.
    Quanto al cibo sano e alla palestra, sono cose che fanno bene a tutti, anche a chi è normopeso o snello di natura e chi è obeso fa bene a dimagrire in maniera sana (se vuole) e compatibilmente coi suoi ritmi e la sua costituzione

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  4. È stato dolorosamente vero leggere tutte queste cose, come anche è stato sorprendente scoprire che certe cose non le penso solo io, certi calcoli non me li faccio solo io!
    Grazie 🙂

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  5. Cosa significa per me…
    Significa solitudine, disprezzo, mancanza di stima.
    E’ la prima volta che visito questo blog, il post mi è piaciuto molto. Mi sono ritrovata in praticamente tutti i punti da te elencati.
    Sono sempre stata grassa, sovrappeso o non so come definirlo… ho sempre oscillato tra la 46 e la 48.
    Fino allo scorso anno questo non rappresentava un “problema” per me, forte della mia cultura, della mia ironia, del mio essere (come mi definivano gli altri) una “bella persona”.
    Avevo un fidanzato che dopo 6 anni mi diceva in continuazione che ero bellissima,era geloso dei miei colleghi, con cui avevo costruito tanto e avevamo molto in comune.
    Poi un giorno se ne andò. Si era innamorato di un’altra.
    Questa “altra” era la tipica persona vuota, banale e con degli interessi che al mio Lui facevano accapponare la pelle. Però era bellissima e molto magra.

    Dopo qualche mese decisi di cominciare a vedere altre persone, nonostante la batosta sono sempre stata una persona romantica, non mi ci sono mai vista a fare la single rampante e ho già 30 anni:

    Il primo, un paio di appuntamenti, molta passione, tanti interessi in comune… poi un giorno mi dice che mi vuole bene, gli piaccio come persona ma “non è scattato quel qualcosa”. Vabbè, pazienza.

    Secondo ragazzo: anche lui uscito da una storia lunga e importante (come tutte le donne che si rispettano sono andata a stalkerare il profilo di questa ex: bellissima e magrissima), pare che questa ragazza lo avesse mollato dall’oggi al domani senza una spiegazione plausibile, che non lo trattasse molto bene… questo ragazzo ha scatenato la crocerossina che era in me… nei 3 mesi di frequentazione l’ho sempre trattato come un principe, in tutto e per tutto, lui ne era molto felice. Non mi ha mai detto che ero bella, ma mi ha sempre detto che ero una persona speciale, che con me si trovava a suo agio, che stava bene con me, che era felice che avessimo tanti interessi in comune. Poi un giorno, lo stesso copione del primo ragazzo. Ti voglio bene, ma non riesco a provare niente per te.

    Si dice “non c’è due senza tre”… ed infatti è arrivato il terzo. Due appuntamenti divertentissimi, solito copione. Adesso sono praticamente la sua migliore amica.

    E poi ci sono i miei amici e i miei colleghi, quelli che vedo a fianco di ragazze bellissime e accettano di farsi trattare come pezze da piedi, che accettano l’eccessiva gelosia, il non poter uscire con gli amici, gli sfottò anche pubblici da parte delle loro “dolci” metà…

    Quello che io mi chiedo è…davvero, come fate? Come fate a volervi bene, piacervi, fregarvene di tutto? Io davvero.. non riesco più ad accettarmi… mi sto ammazzando di dieta e palestra per riuscire ad arrivare ad una taglia 42 (se riuscissi anche meno, ma la dietologa mi ha detto che la mia costituzione me lo impedisce), come fate voi ad essere così sicure, e magari trovare anche un partner che addirittura ama il vostro aspetto esteriore?

    Scusate per l’eccessiva lunghezza del post e se ho offeso qualcuno….

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    1. Cara Elisa, non è facile rispondere a un commento come il tuo.
      Innanzitutto, grazie per aver condiviso la tua esperienza personale. Non è scontato che qualcuno si senta così coinvolto da raccontare i fatti propri. Lo apprezzo davvero tanto, sei stata molto coraggiosa a esporti.

      E in queste prime righe che ti ho scritto, potresti già la chiave di volta del tuo disagio.

      La verità è che si è felici nella propria pelle (magra o grassa) se si è felici della propria vita e di se stessi.

      Escludo da questa frase i casi di sovrappeso-problemi-di-salute ovviamente. In quei casi, ovviamente, puoi essere contento di te stesso quanto vuoi, ma se la tua condizione è malsana da un punto di vista medico, allora sarebbe opportuno rimboccarsi le maniche e rimettersi in salute (in salute, sottolineo, non diventare magri-magrissimi, che è una cosa diversa).

      Nel tuo caso – a quanto mi pare di capire – non c’è alcun problema di salute correlato al sovrappeso che, tra l’altro, mi pare minimo: sai quante di noi vorrebbero indossare la 46-48? 🙂

      Torno al punto di prima. Pensi che il tuo corpo sia la tua principale causa di infelicità? Pensi che il non avere un uomo al tuo fianco sia un forte motivo di sofferenza? Spero che non sia realmente così.
      Cioè, non è che ti auguro che ci siano cose più gravi nella tua vita, per carità, Elisa, non fraintendermi!

      Voglio dire: come ti senti a pensare che questi fattori corpo-compagno abbiano un peso così imponente nella tua vita tanto da gettarti in un tale stato di sconforto?

      Spero veramente che tu riesca a vedere in te quelle qualità e peculiarità che ti permettano di accettarti e apprezzarti per quella che sei (ad esempio, a me ha colpito molto il tuo coraggio e la sincerità che hai usato nel commento: sono cose positive, sai?).

      E che dalla tua stessa vita – lavoro, affetti, amici, attività, progetti, hobby – tu possa trarre quegli elementi positivi che ti facciano sentire contenta di essere nei tuoi panni, di vivere la tua esistenza.

      Per l’alimentazione e la palestra non posso avere nulla in contrario 🙂 Fai bene a farti seguire da specialisti, e se ti fa piacere perdere qualche chilo, fallo pure.

      Il cambiamento è una buona cosa. Ma non buona in senso assoluto.
      Fa’ in modo che il cambiamento ti porti serenità, non angoscia.
      Insomma, la determinazione è ammirevole, la capacità di lottare per i propri obiettivi pure.
      Ma non deve diventare una malattia, un’ossessione.

      Il cambiamento inizia quando lo abbracci come percorso, quando sei a tuo agio e felice di compiere il processo, il “percorso”. Se lo fai solo per raggiungere la meta sospirata e, in più, con ansia e pensieri negativi, allora, forse, dovresti un pochino rivedere i tuoi obiettivi.

      Spero di non esserti sembrata troppo brusca. Il discorso è tanto lungo per essere affrontato in un commento, perdonami.

      Ho parlato un po’ di questo in un articolo di qualche mese fa: fare sport quando sei in sovrappeso, da dove iniziare?

      In realtà, parlo più della questione psicologica che non delle prestazioni sportive. Potrebbe interessarti. Te lo lascio qui: https://fattyfair.wordpress.com/2017/01/19/fare-sport-quando-sei-in-sovrappeso-da-dove-iniziare/

      Fammi sapere Elisa!

      Un abbraccio!

      Mi piace

    2. elisa,scusa se mi intrometto ma se la persona che piace a noi non è attratta da noi fisicamente o caratterialmente lo dobbiamo accettare non è colpa di nessuno. In amore l’attrazione fisica conta come quella mentale e se non scatta non scatta, essere attratti da certi corpi e non da altri è legittimo, se il nostro lui o la nostra lei si innamora di qualcuno che sembra o è fisicamente più bello di noi lo dobbiamo accettare, cale anche per i maschi: io sono secco e se alla ragazza dei miei sogni piacciono i palestrati lo devo accettare, lei ha diritto di avere i suoi gusti e le sue preferenze anche sull’aspetto fisico come io ho le mie. NOn amerei mai una donna che non mi piace sia fisicamente sia caratterialmente e credo che per una donna sia lo stesso. Non è superficiale una ragazza attratta da ragazzi snelli e tonici, non è superficiale un uomo attratto da ragazze snelle, così come non è superficiale un ragazzo attratto da donne più formose. sono preferenze legittime. Quanto ai tuoi amici e colleghi che si fanno “maltrattare” dalle loro bellissime ragazze, bè si vede che sono contenti così altrimenti le lascerebbero, non possiamo giudicare dall’esterno un rapporto: ci sono ragazze che “sfottono” pubblicamente i fidanzati ma li amano.
      Poi per me va semplicemente accettato che esistono corpi maschili e femminili formosi non obesi e corpi snelli non scheletrici che sono oltre che sani anche più belli fisicamente di altri, e certo anche chi non è
      fisicamente bello può attrarre e avere storie d’amore, ma chi è bello fisicamente attrae un po’ di più, vale per uomini e donne accettiamolo.
      Una taglia 46-48 è una taglia formosa ma è normale come una 42, ma non è questo il punto: io sono certo che troverai un altro ragazzo, ma non deve diventare l’ossessione della tua vita, io ancora la ragazza non ce l’ho sopratutto per timidezze mie e la cosa mi dispiace ma cerco di andare avanti. Fai sport e mangia sano per te stessa e per il tuo benessere, non farlo “per nessun’altro motivo

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    3. “NOn amerei mai una donna che non mi piace sia fisicamente sia caratterialmente e credo che per una donna sia lo stesso.”

      cioè farei amicizia con una persona che mi piace caratterialmente e non fisicamente ma non me ne innamorerei mentre invece non potrei essere neanche amico di chi non mi piace caratterialmente, per innamorarmi ci deve essere attrazione sia fisica sia mentale

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