Regali di Natale per donne curvy (e non) dalla A alla Z

In cerca del regalo di Natale per la tua donna curvy (e non)?

In bocca al lupo.

No, non sono sarcastica! Lo dico perché spero che questo articolo ti sia d’aiuto.

Diverse persone – uomini in primis – mi hanno riferito delle loro difficoltà nel trovare un regalo per la loro donna/amica plus-size. Così, ho pensato che Fatty Fair Blog dovesse tendere una mano a tutte quelle persone che a ridosso del Natale brancolano ancora nel buio.

So che ti stai a rimbecillire per trovare regali originali per la tua lei tutta curve e hai la mia solidarietà.

So anche che il primo pensiero è di buttarti sulla moda curvy: l’abbigliamento è un settore molto gettonato, in effetti.

Ma non è il più semplice. Però ti so dare le dritte giuste.

C’è anche molto altro, persino a costo zero.

Puoi anche optare per un Natale non materialista.

Esistono persino idee regalo per Natale che idee restano (giuro).

Ho pensato a soluzioni per tutte le tasche, anche per quelli che “basta il pensiero”.

Però tu ci devi mettere il cuore, eh!

Non ci stai capendo nulla, lo so.

Ecco, allora, il mio abbecedario (scusa ma volevo usare questa parola da tanto) dei regali di Natale per la tua lei, curvy ma anche no.

P.S.: Ragazze! Vale anche come spunto per gli autoregali 😝

P.P.S.: Alla lettera C – D – R – S – T trovi i consigli più piccanti.

🎁 Lista dalla A alla Z dei migliori regali di Natale per la donna curvy 🎄

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fonte: http://www.weheartit.com

– A –

  • ASCOLTO

Non è un regalo per lei e una punizione per te. In ogni relazione – amicizia, amore, parentele, lavoro – le persone si ascoltano e si cerca di cogliere il significato di ciò che dicono.

La superficialità lasciala per la pausa caffè o la serata in discoteca.

Nota Bene: l’ascolto non è relegato alle relazioni serie e non è in contrasto con la “leggerezza”. Anche la scopata di Tinder merita ascolto: è rispetto, è comunicazione, è la vita, baby.

  • AUTOSTIMA

Non scarseggia in tutte le donne curvy. Ma la mancanza di autostima accomuna molte persone, di qualunque sesso, taglia, estrazione sociale, quoziente intellettivo.

Se la tua metà si sminuisce, è insicura delle sue capacità, indecisa al momento di compiere delle scelte, non farle mancare mai il tuo supporto.

Falle notare i suoi pregi, aiutala a prendere coscienza di sé. Non devi essere falso, solo segnalare il buono che c’è in lei e suggerire – senza arroganza – soluzioni praticabili per gli aspetti negativi.

– B –

  • BACI (TANTI)

I baci sono i mattoncini che costruiscono l’intimità e l’intesa. Quando il bacio è una pratica assidua e piacevole, i benefici risultano evidenti: dall’alleviamento di stress e tensioni al rafforzamento delle difese immunitarie.

E se baciarvi non vi piace, risparmiate i soldi per l’analista di coppia: mollatevi! É un regalo di Natale pure quello, anche se “arriva” dopo.

  • BIGLIETTI PER UNO SPETTACOLO

Non conosci un tubo sull’universo curvy, la moda, né i gusti della tua lei in fatto di abbigliamento e accessori. Ma sai benissimo quali sono i suoi interessi: musica, teatro, danza, eventi, artisti.

Allora, fiondati a comprare i biglietti per un concerto, una mostra speciale, per lo spettacolo che sta bramando da tempo.

– C –

  • CALZE
  • CUNNILINGUS

Non vorrei spoilerare troppo, ma calze (autoreggenti) + cunnilingus è l’accoppiata vincente. Io te l’ho detto, poi vedi te…

Puoi trovare delle bellissime calze e collant curvy online su Donatella’s. Se lei ha molto senso dell’umorismo, osa con dei calzini divertenti, come quelli di Happy Socks.

Se vuoi fare il bravo scolaretto e imparare tutto sul piacere femminile – tipo come diavolo va trattata una vagina (lesson number one) – studiati questo: https://www.omgyes.com/

– D –

  • DIAMANTE
  • DILDO

Ciascuno a suo modo è un regalo estremamente impegnativo.

Quindi, non far cazzate!

Dildo e diamanti si regalano solo se sei sentimentalmente legato e impegnato con la donna curvy in questione. E convinto del tuo amore, soprattutto.

Altrimenti, ce li compriamo da sole, tranquillo.

– E –

  • EMANCIPAZIONE

In senso stretto o in senso lato, è d’obbligo in ogni caso.

  • EROS

Se hai studiato filosofia, non spetta a me dirti quanto sia mutevole e labile il significato della parola “eros”. Il bello è proprio questo.

Cosa è per te l’eros? E per la tua compagna? Si riconduce tutto al sesso oppure nella vostra percezione ha un respiro più ampio?

Se non hai una risposta, poni la domanda durante una distesa conversazione di coppia. Scopritevi.

E poi, non fate mai mancare l’eros nella vostra relazione, qualunque cosa rappresenti per voi.

– F –

  • FEMMINISMO

Questo è il vero must have di ogni maschio.

Io potrei riconsiderare la monogamia, per un uomo femminista.

  • FOLLETTO

La vita di ogni donna si divide in prima e dopo il possesso di un Folletto. Mi riferisco all’aspirapolvere, ovviamente. Costicchia, è vero. Ma se avete scelto di vivere insieme, è un ottimo investimento che si ammortizza egregiamente nel tempo.

A patto che lo utilizzi pure tu. Altrimenti, verrà usato contro di te come arma da combattimento.

Nel dubbio, proponi di stabilire dei turni equi per le pulizie. Non ci vuole una scienza, no?

– G –

  • GENTILEZZA

Sii gentile quando possibile. È sempre possibile – Dalai Lama

  • GINNASTICA DI COPPIA

Tra le cose più belle da fare in due c’è l’attività fisica. Sì, anche fuori dal letto. Se la tua donna curvy è appassionata di sport o le piace tenersi allenata di tanto in tanto, per sostenerla e darle motivazione (che fa sempre bene) proponile di fare degli esercizi fisici in coppia.

Su Work-out Italia trovi idee interessanti per costruire un circuito di allenamento da fare a casa o in palestra con la tua lei, come GAG, attività cardio e corpo libero.

Le discipline che danno profondi benefici anche alla psiche, oltre che al corpo, sono lo Yoga e il Pilates.

Se vuoi ravvivare l’intesa a letto, perché non fare insieme un po’ di ginnastica dell’amore? Allenate il pavimento pelvico con gli esercizi di Kegel e lavorate sul potenziamento della muscolatura.

Non siete per niente sportivi, ma volete pur iniziare? Cominciate con la camminata, dal trekking urbano alle passeggiate in campagna, oppure con il running. Ah, non dimenticare i corsi di ballo! 

– H –

  • HAIKU

Emozionata –

regalo di Natale

ammirevole

Questo è un Haiku (ma fa schifo perché l’ho scritto io): un componimento poetico in 3 versi (struttura 5-7-5 sillabe) di origine giapponese, capace di esprimere la saggezza e la sensibilità del Sol Levante.

Se la tua donna curvy è appassionata di poesia o scrittura, apprezzerà sicuramente un buon libro di Haiku come regalo! Magari da leggere insieme.

  • HOTEL

Per Natale, regala una notte speciale in un luogo intimo, con tutto ciò che serve per il relax e le coccole, come l’idromassaggio, magari la spa, o, semplicemente, la tranquillità.

Se ne hai abbastanza delle tende a fiorellini della vostra camera, o del televisore costantemente sintonizzato su Masha e Orso, prenota una bella camera d’albergo e fuggi con la tua donna curvy.

– I –

  • IDEE

Non ci si aspetta che tiri fuori idee a raffica come un mago estrae roba a caso dal cilindro. Ma se inizi ad essere propositivo, a mostrare inventiva e spirito d’iniziativa, il rapporto ne gioverà sicuramente.

Un’idea può essere la risposta alla fatidica domanda “Che mangiamo a cena?” (risposta top: “Cuciniamo insieme xxxx”), consigliare delle aziende a cui la tua lei può mandare il CV, proporre un’attività da fare insieme la domenica. Qualunque cosa, ordinaria o speciale.

Purché dimostri che ogni aspetto della vostra vita di coppia ti riguarda e ti interessa in prima persona.

Perché il 2 è sempre la somma di 1 + 1.

  • INTIMO

Un bel completino intimo o un negligé sexy è un regalo strepitoso per tutti e due.

Dove comprare biancheria intima curvy? Su Bonprix per non spendere un occhio o su Zalando se hai un budget più consistente.

– L –

  • LENZUOLA

E biancheria da camera in generale. É bello vedere il proprio uomo che si interessa all’arredamento del nido d’amore.

Ah, se sei uno di quelli che “gli animaletti disegnati sul piumone mi fanno passare la voglia”, a maggior ragione, alza il culo e compra un bel set per il letto. Sei ancora qui?!

  • LIBRI

Se la tua metà ama la lettura, ne sei sicuramente a conoscenza. In questo caso, le opzioni sono infinite, ma ricorda di basarti sui suoi gusti: autori e generi preferiti, edizioni da collezione, libri legati ai film che le sono piaciuti, manuali e testi di formazione sul lavoro o i suoi hobby.

Poi, c’è sempre quel piccolo consiglio hot che butto là: ma… una lettura erotica no?

A molte donne attira l’idea di leggere testi sensuali a voce alta insieme al proprio partner. L’offerta di libri erotici è vastissima, ma non scadere nell’Harmony.

Ti propongo un elenco di pietre miliari della letteratura Erotica.

Tra i libri suggeriti, posso garantire per Seta di Alessandro Baricco, Porci con le ali, Espiazione, Dracula, L’Amante (anche il film è bellissimo). No, 50 sfumature di grigio non l’ho letto, ma le mie amiche lo tengono tipo Bibbia. Chissà…

– M –

  • MENU ROMANTICO

Mettiamo che non sai proprio che pesci prendere, perché la tua donna curvy ha di tutto e non sapresti come soddisfarla ulteriormente. Che ti inventi per il regalo di Natale?

Una bella cena romantica, ecco cosa ti inventi. Non c’è bisogno che cucini tutto tu. Meglio evitare salmonellosi e intossicazioni alimentari, se non sei discreto ai fornelli. Almeno, però, cura l’ambiente.

Mise en place elegante, atmosfera avvolgente, abbigliamento consono.

Ti lancio un’idea: falle trovare sotto l’albero un biglietto ben curato fatto da te, a mano o con Canva, in cui le dai appuntamento per questa cena speciale. Si scioglierà all’istante.

  • MUSICA

Spotify, Deezer e ogni altro strumento moderno non potrà mai competere con la musica “materiale”: Cd, vinili, Dvd di concerti e live sessions speciali.

Se conosci poco la tua donna curvy, questo potrebbe essere un regalo di Natale di tutto rispetto che simboleggia la tua attenzione verso le sue passioni.

Se sei un musicista, potresti incidere per lei qualche traccia anche in maniera casalinga: ne andrà pazza.

E poi, non dimenticare che fino ai primi anni Duemila si andava di compilation fatte in casa: che ne dici di preparare qualche playlist romantica? O trasgressiva, perché no. 

Fare l’amore con la musica (giusta) è un fenomeno veramente affascinante.

– N –

  • NARRAZIONE

Ti ricordi quando da bambini ci raccontavano le favole? O quando in gruppo si faceva a gara a inventare storie?

Raccontare è un’abitudine primordiale dell’uomo, è qualcosa che fa parte della nostra natura. Inventa una o più storie e divertiti insieme a lei a raccontarle.

Può essere anche una storia a puntate o interattiva, permettendo a lei di intervenire sulla trama. É un gesto semplice che crea forte coesione.

  • NATURALEZZA

Sii sempre te stesso. Non c’è molto da aggiungere. Solo: non basare la tua e la vostra vita su una menzogna. Non essere troppo misurato, scegli la spontaneità. O non ti mostrerai mai per come sei realmente.

– O –

  • ONESTÀ  

Billy Joel cantava: “L’onestà è persino difficile da sentire. Ma è essenzialmente ciò che cerco in te”.

  • OUTLET

E se sei un inguaribile bugiardo, almeno sgancia la grana e porta la tua donna curvy a fare shopping all’outlet.

– P –

  • PARITÀ

Sotto molti aspetti, tu e la tua donna non sarete mai allo stesso livello. Perché la società e lo Stato non riconoscono la parità di genere.

Tu guadagni più di lei.

Se sei uno preciso e determinato, nessuno ti dice “stronza frigida”.

Non devi fare i conti con il rischio di licenziamento in caso di maternità.

Nessuno si aspetta che tu metta in secondo piano le tue aspirazioni per accudire la famiglia.

Ma, almeno nella sfera privata, avete la facoltà di instaurare un rapporto paritario.

Insomma, puoi cambiare la lampadina in cucina senza darti arie da Superman. Sapessi lei i salti mortali che fa lei per far tornar candide le tue mutande.

Che siate una coppia “tradizionale” o “moderna” (tra milioni virgolette) cercate il giusto equilibrio.

Se non foste una coppia, sareste autonomi e autosufficienti. Ma state insieme, quindi avete bisogno l’uno dell’altra. E ciò che ciascuno fa, pensa o dice merita uguale rispetto e apprezzamento. Fate squadra!

  • PRECISIONE

Un po’ regalo di Natale e po’ lista di buoni propositi per l’anno nuovo:

  • Non sgocciolare sulla tavoletta del WC
  • Chiudere sempre il barattolo del caffè che poi perde l’aroma
  • Rimettere a posto una cosa dopo averla usata
  • Pulire i fornelli prima che lo sporco diventi un tutt’uno con l’acciaio
  • Non disseminare panni sporchi per casa come fossero coriandoli a Carnevale
  • Pulire le scarpe prima di entrare
  • Raccogliere le cacche del cane in giardino
  • …….. continua la tua lista

– Q –

  • QUAGLIARE

Se c’è una donna curvy che ti piace tanto tanto e hai capito che pure tu piaci a lei, muoviti! É ora di quagliare!

Senza salto della quaglia, please. Questo sì che è un bel regalo di Natale!

  • QUOZIENTE INTELLETTIVO

Mostralo.

Ma non regalarlo. Altrimenti poi lo perdi. E lei si prende un altro.

– R –

  • RING

É l’anello per dare grande prova d’amore. Ed è inutile che faccia la pudica perché, tu che guardi YouPorn, l’hai scoperto sicuramente prima di me. Lo puoi comprare su My Secret Case.

  • ROBOT DA CUCINA

La vita di ogni donna si divide in prima e dopo il possesso di un robot da cucina. Sì, l’ho già detto per il Folletto, e allora? Che ci posso fare se è vero?

Non raccomando nessuna marca perché non sono fluente in economia domestica. Però se lo compri, prendine uno cazzuto.

– S –

  • SCARPE
  • SESSO SUPER

La lettera più difficile. Se riesci a far felice la tua donna curvy con un regalo di Natale che inizia per S, allora sei da sposare.

Ma anche no: da godere finché ce n’è, che poco non è.

Se tra voi c’è profonda empatia, buttati! E se non saranno fuochi d’artificio, apprezzerà lo sforzo.

Avvertenze: Arma a doppio taglio! Rinuncia a regalare scarpe e sesso super se non vuoi impegnarti emotivamente con lei. Quando percepiamo che un uomo ci capisce sin troppo bene, poi ci attacchiamo come sanguisughe.

– T –

  • THREESOME

In due è amore. In tre è una festa [cit.] Hai visto mai…

  • TRASPARENZA

Sincerità totale. Anche se la tua donna curvy ti chiede se ha il culo grosso. Basta saper dialogare ed esporre le proprie argomentazioni in maniera diplomatica, ma onesta.

Sii trasparente anche in merito alle tue paure, dubbi, preoccupazioni. Non vanno demonizzate, ma accettate e affrontate.

(Lettura consigliata: L’uomo di vetro di Vittorino Andreoli)

– U –

  • UMILTÀ

La superbia si preoccupa di chi abbia ragione. L’umiltà si preoccupa di che cosa sia giusto – Ezra Taft Benson

  • UTENSILI DA CUCINA

Se la tua lei non perde occasione per guardare le trasmissioni di cucina o cercare ricette, ha la passione per i fornelli. Per il regalo di Natale, vai di utensili da cucina!

Se scegli qualcosa di design, non dovrai nemmeno preoccuparti se quell’oggetto già ce l’ha, perché il tuo sarà più figo.

Anche i servizi di piatti sono una scelta molto raffinata, a patto che tu conosca perfettamente i gusti della tua lei. Sempre più spesso, chi ama mangiare, vuol farlo con un’apparecchiatura creativa.

– V –

  • VESTITO CURVY

Questa è un’ode ai vestiti per le donne curvy. Basta donne in carne o plus-size che si rifiutano di indossare i vestiti perché insicure del proprio aspetto! Bisogna solo sperimentare.

E una volta trovati i modelli ideali per il proprio fisico, vai di vestitini!

Sono tra i capi d’abbigliamento più sensuali per le donne formose o con i chili in più. A seconda del taglio, sono perfettamente in grado di mettere in risalto le parti più armoniose del corpo, nascondendo i punti critici.

Dal tubino ai vestiti ad anfora, dal taglio impero agli abiti con gonna ampia, ogni donna curvy può sentirsi affascinante e valorizzata, in pace con il proprio corpo. 

Se vuoi iniziare la tua amata donna curvy al mondo degli abiti plus-size ideali per le forme morbide, apri tu stesso le danze regalandole un vestito per Natale.

Così le permetterai anche di capire se i vestitini sono nelle sue corde: finché non prova, non potrà mai saperlo.

Qui trovi un elenco di marchi e e-commerce dedicati all’abbigliamento per taglie comode. Ma se hai poco tempo per cercare in giro, vai su asos.com: una vera e propria ancora di salvezza.

  • VIAGGIO

Non c’è bisogno che lo dica io: se hai la possibilità, metti sotto l’albero un bel viaggetto e chi s’è visto, s’è visto.

– Z –

  • ZELO

Parola bellissima, che racchiude due significati: ardore e cura. Utilizzalo ambo i sensi.

  • ZENZERO

Trovare parole con la Z è un’impresa, cavolo! Accontentati.

Il prossimo Natale, me lo scrivi tu l’alfabeto dei regali.

Voglio proprio vedere…

Ok, scusa. Non volevo fare l’acida. In realtà, questo lemma ha un perché.

È dedicato a un tipo.

Uno con la R moscia. 

Mi mandava il cervello in tilt quando pronunciava la parola “zenzero”.

Sono una feticista perversa, lo so.

Insomma, lui sarebbe proprio un bellissimo regalo di Natale.

Ma è uno stronzo maschilista.

Quest’anno – come ogni anno – il regalo di Natale io me lo scelgo da sola 😁

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fonte: http://www.weheartit.com

Parte di questo alfabeto dei regali di Natale per donne curvy e non solo è andato on line sul mio account Instagram: a fine novembre ogni giorno ho pubblicato dei video con alcuni consigli per il regalo di Natale.

Chi si è perso le mie story di Instagram (perché dopo 24 ore si autodistruggono!), può recuperare tutti gli “episodi” in questo video YouTub


Foto di copertina di Tiziana M. Photography
(tratta dal mio articolo Lavish Christmas)

[ Disclaimer: post non sponsorizzato ]

Allora, hai scelto cosa regalare per Natale?

Fammelo sapere in un commento!
E condividi questo post con chi ha bisogno d’ispirazione!

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Vodivì: le borse artigianali rendono omaggio alla Reggia di Caserta e ai tesori italiani

Il filosofo francese François Dagonet una volta ha detto:

La borsa ha una particolarità, direi anche
un privilegio: è un meta-oggetto.
Serve a portare degli oggetti, ma essa stessa non è veramente un oggetto, è a un gradino superiore rispetto a ciò che trasporta.
È incomparabile, è un medium.

Esistono borse che portano con sé un patrimonio ben più vasto della personalità di chi le indossa. Scrigni che custodiscono tesori di inestimabile valore.

Preziosi souvenir che narrano di luoghi fantastici eppure reali, e tramandano il grande lascito storico-culturale del nostro Paese. Sono le borse artigianali di Vodivì, casa di moda nata di recente in Umbria, la mia terra. E ve ne voglio parlare con tutto il cuore.

Se la borsa è un medium, le creazioni di Vodivìborse artigianali in vera pelle 100% made in Italy – sono il mezzo più nobile che conosca per promuovere le bellezze d’Italia. Ed è per questo che nascono: per diffondere la conoscenza dei territori italiani, delle risorse artistiche e naturalistiche.

Dopo varie collezioni dedicate all’Umbria e a Montefeltro, ora Vodivì ha lanciato la Reggia Collection: una collezione di borse da donna e da uomo ispirata alla Reggia di Caserta, la residenza reale più grande al mondo, con un focus particolare sui suoi lati più nascosti.

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AMALIA | Reggia Collection | Pochette

Tutti i pezzi della collezione, 9 in tutto, si fregiano di un inconfondibile marchio identitario: la facciata della Reggia di Caserta impressa in bassorilievo. Una traccia geometrica che si rivela al gioco di luci e ombre, per i pezzi maschili, e arricchita da una pennellata dorata per i pezzi femminili.

Borse a mano e a tracolla, minibag, pochette, custodia per iPad e cartella da ufficio per accompagnare la donna e l’uomo da mattina a sera. Pregiate e funzionali, ognuna di queste borse rivela molteplici utilizzi e si trasforma a seconda delle esigenze di chi le indossa.

Accessori intelligenti creati non per apparire, ma per essere. Essere fedeli compagni di chi li possiede, modellandosi a seconda delle occasioni d’uso. Essere un racconto poetico e immediato dell’Italia.

Le borse di Vodivì sono tutte eco-friendly e realizzate a mano da artigiani e artisti. Create con vera pelle toscana conciata al vegetale senza l’uso di sostanze chimiche e con interni in canapa, le borse sono ulteriormente impreziosite da inserti di artigianato locale.

La mente creativa del brand è la stilista Beatrice Mezzetti, che lavora fianco a fianco con Luciano Lauteri, fondatore di Vodivì.

Borse artigianali Vodivì in promozione: un regalo per te e per la Reggia di Caserta

Fino al 4 dicembre le borse artigianali Reggia Collection di Vodivì sono in vendita in esclusiva su Kickstarter a un prezzo speciale.

L’esordio sul mercato della collezione va di pari passo con un progetto di grande levatura culturale e umana: finanziare dei lavori di restauro della Reggia di Caserta, devolvendo parte dei proventi delle vendite.

Acquistando le borse della Reggia Collection sarà, così, possibile contribuire al restauro delle sedute del foyer del teatro della Reggia di Caserta. Un’occasione per farsi custodi del patrimonio artistico italiano.

Qualche giorno fa ho partecipato all’evento di lancio della Reggia Collection a Spoleto, nella straordinaria cornice della Rocca Albornoziana.

Lì ho conosciuto chi sta dietro a questa straordinaria iniziativa imprenditoriale che declina la moda come strumento di promozione turistica. Ho potuto indossare i modelli della Reggia Collection e i pezzi delle collezioni precedenti, senza riuscire a nascondere il mio amore sconfinato per Petra, serie di borse ispirate alla Valnerina, oasi naturalistica dell’Umbria sui monti Sibillini.

Ecco qualche scatto con le borse artigianali Vodivì con cui ho instaurato un feeling immediato. Per inciso, trovarsi davanti a un’esposizione di borse e poter idealmente sceglierle tutte dà un inaspettato senso di potere 😁

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DIANA & ATTEONE | Reggia Collection | Borsa da giorno + Pochette
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DIANA & ATTEONE | Reggia Collection | Borsa da giorno + Pochette

Diana & Atteone (ispirata all’omonima fontana della Reggia) è una doppia borsa da indossare da mattina a sera: dalla parte frontale della borsa si estrae una piccola pochette, organizzata con degli scompartimenti che la rendono ideale come porta documenti o borsetta a tracolla.

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AMALIA | Reggia Collection | Pochette

Amalia (che prende il nome dalla Regina Maria Amalia di Sassonia) è una deliziosa pochette a mano al contempo classica e stravagante, con manico metallico dal finish dorato e una forma esagonale irregolare. Ha un design di fortissimo impatto e per questo è la mia preferita della Reggia Collection.

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AMALIA | Reggia Collection | Pochette

Petra è l’altra collezione di borse artigianali di Vodivì in cui mi sono profondamente riconosciuta. Sicuramente per appartenenza territoriale, ma anche per il concept estetico che c’è dietro: ogni pezzo è arricchito da preziosi inserti di pietra rosa del monte Subasio, con il suo tipico colore brillante che contraddistingue gran parte dei monumenti storici dell’Umbria.

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SIBILLA | Collezione Petra | Pochette
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SIBILLA | Collezione Petra | Pochette

Sibilla, in particolare, mi è sembrata una pochette capace di accompagnare una donna per tutta la vita, in ogni età. Fattura impeccabile (come gli altri pezzi, del resto), linea classica che rivela grande originalità nei dettagli. Un accessorio trasformista che può svelare l’animo più tradizionalista o audace di un look, a seconda delle scelte di abbinamento.

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SIBILLA | Collezione Petra | Pochette
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CAMPI | Collezione Petra | Zaino

Infine, un omaggio a cui non posso sottrarmi. Campi è lo zaino Vodivì dedicato all’omonima frazione di Norcia. La chiusura è impreziosita da una pietra che ricalca le linee del rosone della chiesa di San Salvatore di Campi, crollata sotto i colpi del terremoto di questo autunno 2016. Di fatto, questo è uno dei pochi ricordi che restano di quella meraviglia architettonica.

L’azienda, con la sua spiccata sensibilità per il territorio, è attualmente impegnata anche sul fronte dell’emergenza sismica. É in corso lo studio di un’iniziativa – che vede la partecipazione di altre aziende dell’Umbria – volta a fornire un contributo alla nostra terra ferita dal sisma.

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CAMPI | Collezione Petra | Zaino

All’evento di lancio della Reggia Collection, Luciano Lauteri mi ha raccontato tutto di Vodivì. Ma alcune cose ve le svelerò poco a poco, e non mancherà occasione, vista l’empatia che ho instaurato sin da subito con questo brand. Però un paio di anticipazioni posso darle.

La prossima collezione di Vodivì attingerà nuovamente alle bellezze dell’Umbria e, come c’era da aspettarsi, il profilo culturale resta altissimo: c’è in campo una collaborazione con il Polo Museale dell’Umbria.

In cantiere, per il futuro, ci sarebbe anche la creazione di gioielli semipreziosi in pietra, rigorosamente con il contributo di artigiani locali.

Se volete vedere tutti i pezzi della Reggia Collection e le offerte speciali disponibili fino al 4 dicembre, basta andare alla pagina Vodivì di Kickstarter.com.

Per scoprire tutte le collezioni di borse artigianali da donna e uomo, il sito di riferimento è www.vodivi.com.

Trovate gli showroom di Vodivì a Spoleto, Milano, Londra, Montreal, Dubai, Tokio, Taiwan.

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Foto di Tiziana M. Photography
[ Disclaimer: post non sponsorizzato ]

👗Cosa indosso

Vestito ad anfora – ASOS Curve
Cappotto – ASOS Curve
Décolleté con cinturino – TRUFFLE Collection

👜🎀💎

Spero che questo articolo ti sia piaciuto!

Fammi sapere in un commento qual è la borsa Vodivì che fa per te

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Romanticismo cercasi (anche a tempo determinato)

Le intuizioni migliori mi vengono sempre quando sto facendo altro. Quando non sono concentrata, quando non presto attenzione a nulla in particolare, la mente prende a vagare per conto suo. Certe volte imbocca strade che, se fossi vigile, le direi “ma dove diavolo vai?”. Per fortuna, ritorno in me stessa quand’è ormai troppo tardi per abortire il pensiero.

Le trovate più eclatanti, per esempio, arrivano quando sto al bagno.

Ognuno ha le sue stranezze.
A me piace far fluire i pensieri in sincro con lo svuotamento della vescica.

C’ho fatto sedute di autoanalisi in bagno, ci ho maturato consapevolezze importanti, ci ho inventato slogan, rimesso le mani (dopo averle lavate, s’intende) su certe frasi che non mi suonavano bene, creato ricette svuotafrigo last-minute, trovato soluzioni a problemi. Altroché.

fonte: weheartit.com
fonte: weheartit.com

Però, una delle genialate meglio riuscite degli ultimi tempi mi è venuta al supermercato. Attirata al reparto vini dalla vista di un bel giovanotto moro-moro e barbuto, mi balza in testa un gesto carino per una persona che avrei incontrato quella sera. Regalargli un buon vino insieme a un biglietto particolare. L’idea è: riscrivere l’etichetta in chiave evocativa, con metafore e simbologie che richiamino le circostanze di quella serata particolare. Individuo il vino giusto e ci allego questa micro-poesia.

Quando consegno il regalo, la reazione a dir poco “entusiastica” del destinatario mi spiattella in faccia un’epifania a lungo cercata.

Avevo fatto un gesto romantico.
Sì sì, in perfetto stile.

Strano a dirlo: fino a quel momento, non mi era chiaro cosa fosse il romanticismo.

Figurarsi che di tentativi maldestri ne ho collezionati a iosa negli anni. Purtroppo per qualche poveretto, sono stata anche oggetto di svariate imprese romantiche non comprese o mal riuscite.

Era una vita che mi chiedevo: ma che minchia è il romanticismo? Poi, tutto è stato chiaro.

Il romanticismo non risiede in frasi predeterminate e prestabilite. Né può essere ascritto a un albo settoriale di azioni specifiche.

Il classico weekend alla SPA, per esempio, non può definirsi romantico solo perché concepito come un piacevole itinerario fra attività rilassanti e momenti intimi per la coppia. Al contrario, guardare un filmaccio splatter tracannando una birra per certe coppie può essere il massimo del romanticismo. E magari pure un potente afrodisiaco.

Il romanticismo germoglia dalle stesse radici della comunicazione.

Quando due persone vogliono comunicarsi qualcosa, non contano solamente le parole precise che vengono pronunciate, né tanto meno i gesti esatti che si compiono.

L’efficacia di un messaggio – dal più inutile, all’espressione dei sentimenti – si affida a elementi sotterranei: al substrato di conoscenze condivise, al sottosuolo di un sentire comune.

In linguistica si parla di “campo di interpretazione”. Ma, senza scomodare la scienza del linguaggio, basterà dire: se due persone non hanno né la capacità né la volontà di capirsi, la trasmissione del messaggio non avviene.

La soluzione è semplice, come accade spesso. Ma passa sempre per sentieri filosofici tortuosi.

Così, in una sera qualunque (che qualunque non era più), ho capito perché non avevo mai provato prima la sensazione di vivere una situazione romantica, con gli uomini che avevo frequentato.

Perché c’era un basso grado di compatibilità, uno scarso livello di comprensione. Nonostante gli innumerevoli sforzi.  Nonostante le migliori intenzioni. Non c’era verso di azionarlo, ‘sto romanticismo.

Se il romanticismo non funziona, non è per cattiva volontà.
É, in buona parte, una questione di affinità.

Per non perdere i nostri affetti, per evitare di ammettere che le incompatibilità di fondo esistono, ed è lecito che esistano, talvolta ci mettiamo in testa che tutte le incomprensioni possano essere sanate.
“Un compromesso si trova sempre”. Sì? E a quale costo?

Sull’empatia ci si può – ci si deve! – lavorare. Occorre tentare a lungo prima di pronunciare la sentenza definitiva. Poi però, a forza di collezionare indizi incriminanti, arriva pure il momento di tirar le somme.

Quella sera ho capito anche che il romanticismo può materializzarsi ovunque e in qualsiasi circostanza. Dentro e fuori dalle storie d’amore. Quando siamo con qualcuno a noi affine, qualcuno in cui ci riconosciamo, a prescindere dal tipo di relazione che ci lega. Anche quando facciamo qualcosa da soli, per noi stessi.

fonte: weheartit.com
fonte: weheartit.com

Può sorprenderti con un’improvvisa scossa di felicità quando arriva in maniera del tutto casuale, inaspettata. Ti avvolge nel tepore di un abbraccio di gioia e soddisfazione, quando ti impegni per creare quel momento da fissare nel tempo.

É così che ho iniziato a collezionare tanti attimi di irripetibile romanticismo,
all’insegna delle affinità elettive.

  • Una deviazione improvvisa sulla strada di casa, per visitare un luogo incantevole in 10 minuti.
  • Una nottata di chiacchiere inesauribili con una nuova amica nelle strade ghiacciate di Bucarest.
  • Un primo bacio fugace e sospeso, davanti a un treno in partenza.
  • Una cena improvvisata dalle amiche per allontanarmi dal malessere.
  • Una serata dedicata solo a me, tra yoga, trattamenti di bellezza, libri e, infine, un sonno beato.
  • Un lungo abbraccio con un’amica dopo un avventuroso volo in mongolfiera.
  • Un ballo esageratamente sfrenato alla sagra di paese sulle note di Raffaella Carrà con l’amico di una vita.
  • Un “andiamo a mangiar qualcosa” “ok, però niente schifezze” “allora ci prendiamo un bel petto di pollo con l’insalata, lo sai che mi va proprio?”.

Non posso più fare a meno del romanticismo.

Di quegli istanti in cui il tempo sembra fermarsi e nel tuo sguardo riconosci lo sguardo di chi vuole solo condividere il momento con te, proprio come vuoi anche tu.

Della potente energia di quegli attimi in cui le frequenze di ognuno si sintonizzano sullo stesso pensiero:

Stare qui, ora, con te… Sono felice che stia succedendo. E non avrei potuto desiderare di meglio.

É bello il romanticismo.
Anche quando è a tempo determinato.
Quando è ora e, chissà, forse mai più.
É effimero il romanticismo.
Ma niente sa essere più presente di certi momenti che continuano a vibrarci nel petto.

Saranno pure “sparuti, inconstanti sprazzi di bellezza”, ma delle volte non serve nient’altro.  

Il romanticismo sincero non ha bisogno di promesse o certezze.
Certe volte, basta solo dirsi
ti voglio per tutta la notte
invece che
“ti voglio per tutta la vita”.

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E per te cos’è il romanticismo?

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Weekend ad Arezzo con Igersitalia + Premio Nazionale Instagramers

A breve su Fatty Fair Blog vi parlerò di affinità elettive e di belle situazioni in cui capita di trovarsi con persone simili a noi. Anche l’esperienza che vi racconto in questo post ha una pagina tutta speciale nel mio personale album dei ricordi.

Il primo weekend di ottobre io e Tiziana, la mia super fotografa e amica, ci siamo avventurate per la prima volta in uno dei grandi eventi organizzati da Instagramers Italia, l’Assemblea Nazionale 2016 che si è tenuta ad Arezzo, in Toscana. Ci siamo unite alla folta community di appassionati di Instagram, manager locali e regionali, trascinate dall’entusiasmo di Antonella, manager di IgersUmbria che conosciamo e seguiamo da tempo.

Per i più pigri (o curiosi) tutto il resoconto in questo breve video

Eravamo partite con l’idea di partecipare ai tour organizzati per fare foto e video. In particolare, a me interessava un seminario sulla promozione turistica dei territori attraverso Instagram, per il mio lavoro. Devo ammettere che non mi aspettavo di riuscire a fare nuove amicizie, in mezzo a così tanta gente.

E invece… è stato un grande spasso dall’inizio alla fine.

Giorno uno, pullman per visitare l’area del Casentino, in provincia di Arezzo, e subito si è creato il clima da gita scolastica, nonostante avessimo tutti sui 30 anni e anche più. E sì, nonostante gli smartphone. Al di là delle foto e di Instagram, ho trovato gente estremamente socievoli, interessante e interessata a conoscere cose, persone, città. Nel Casentino abbiamo fatto tappa al paese di Poppi, dove abbiamo fatto un giro per le viuzze del centro e visitato il castello dei conti Guidi fin su in cima al campanile. Un salto anche alla Chiesa della Madonna del Morbo, piccola bomboniera barocca, per poi rimetterci in viaggio tra le colline.

Seconda tappa, Il Borro, minuscolo borgo medievale abbarbicato su un’altura, un tempo punto di vedetta strategico sulla via Cassia. Di recente, il paese e la tenuta circostante sono stati acquistati da Ferruccio Ferragamo, oggi a capo della casa di moda Salvatore Ferragamo, che ha completamente ristrutturato Il Borro, convertendolo in borgo dedicato alle botteghe di artigianato tipico. Vicino al paese sorge una vasta tenuta dove la famiglia Ferragamo coltiva le uve per produrre il vino, e un relais di charme, che comprende una maestosa cantina, una galleria d’arte sul tema del vino con opere da Mantegna a Andy Warhol, un lussuoso centro benessere, ristorante e lounge bar, boutique Ferragamo e, naturalmente, suite e ville per il pernottamento. Se avete in progetto un weekend romantico o una fuga con un’amica, fateci un pensierino.

In queste foto, io sono quella con le scarpe fluo… 😂 

Giorno due, Instameet per le vie del centro di Arezzo, mentre si svolgeva la Fiera Antiquaria, la più antica in Italia, nata nel 1968. La Fiera si tiene ogni prima domenica del mese e il sabato precedente, si sviluppa a partire da piazza Grande e prende tutte le viuzze limitrofe.

C’è stata una divertente caccia al tesoro per le vie del centro e abbiamo potuto visitare anche le attrazioni principali di Arezzo, come il duomo di San Donato, il parco della Fortezza Medicea e Santa Maria della Pieve. Manco a dirlo, si è concluso tutto con un lauto pranzo e la promessa di rivederci a dicembre per l’incontro natalizio 🎅

💟 I miei consigli su dove dormire e mangiare ad Arezzo

B&B Il Castelluccio, appena fuori le mura del centro, un ambiente moderno con servizi da hotel. Trattoria Il Saraceno dove ho mangiato una ribollita che era la fine del mondo.

Se qualcuno volesse maggiori informazioni, può contattarmi e sarò felice di aiutare!

Ti piace fare foto? Partecipa al Premio Nazionale IgersItalia

Per il quarto anno consecutivo, si svolge il Premio Nazionale IgersItalia. Ogni utente di Instagram può partecipare! Gli amanti della fotografia, che si tratti di fotografi di professione o di chi scatta col cellulare, possono iscriverti al concorso facendo CLICK QUI. Le categorie del concorso sono:

  • photo editing
  • bianco e nero
  • minimal
  • ritratto
  • paesaggio
  • architettura
  • street photography

La giuria sceglierà la migliore fotografia del 2016 e decreterà, inoltre, un vincitore per ogni categoria del concorso.

Per partecipare, basta seguire le indicazioni riportate nel sito di Intagramers Italia ed essere iscritti all’associazione. L’iscrizione a Instragramers Italia, inoltre, dà accesso anche ai numerosi eventi che l’associazione organizza nel corso dell’anno su tutto il territorio italiano.

🔎 Cosine da tenere d’occhio su Instagram

Un hashtag che sto seguendo in questi giorni di emergenza sismica in centro Italia e in Umbria è #umbrianelcuore e spero che vorrete farlo anche voi. Una parte dell’Umbria si trova in forte difficoltà a causa del terremoto, ed è innegabile. Ma non vogliamo che la regione venga relegata nell’oblio. Seguendo questo hashtag si può:

  1. Scoprire quali sono le zone dell’Umbria che da visitare in tutta tranquillità, anche ora, e sono veramente tante!
  2. Seguire le iniziative benefiche a favore delle aree terremotate, come I Love Norcia, il consorzio salva-Valnerina per sostenere l’economia agroalimentare locale e favorire la ripresa

Agli inguaribili giramondo e viaggiatori esperti del weekend, consiglio di seguire costantemente gli account e hashtag regionali e provinciali di Instagramers Italia. Basta cercare account o hashtag composti da igers e seguiti dal nome della regione o della provincia, ad esempio @igersperugia. I profili ufficiali e gli utenti che usano questi hashtag ogni giorno pubblicano foto e informazioni sui luoghi più belli di quelle zone, estremamente utili per costruire la mappa delle cose da vedere, in vista di un viaggetto.

Infine, vi parlo di un progetto che ho avviato pochi giorni fa sul mio profilo Instagram. Si chiama #giralaluna: è un racconto dei miei spostamenti tra escursioni, viaggi e luoghi della vita quotidiana, dove la protagonista principale è una piccola pietra a forma di luna blu. La luna è il “pretesto narrativo” per raccontare un luogo, una storia, un’emozione, legata ai posti che visito o frequento. É un modo per parlare dei miei luoghi del cuore e anche di me, delle mie mete geografiche e di vita. Ogni lunedì trovate un nuovo post di #giralaluna, basta seguire l’hashtag o il mio profilo.

🌙 #giralaluna n.1 Una piccola pietra a forma di luna se ne stava immobile sulla mensola di una libreria 📖 Dieci anni prima passava le giornate sdraiata ai piedi di un artista di strada sulla Rambla di Barcellona 💃 Ma, un giorno, bello o brutto non può dirlo, fu ceduta in dono a una persona che era stata molto gentile con l'artista 🎁 D'un tratto, il suo mondo era diventato piccolo piccolo e sempre uguale. Ogni giorno imitava il precedente, con le ore scandite dal battere monotono dei polpastrelli sulla tastiera e qualche libro che andava e veniva 💻 La piccola pietra di notte guardava la luna. La invidiava tanto perché anche lei voleva girare, come la sua sorella più grande 🚀 Decisa a vedere com'è il mondo, pensò bene di seguire la persona gentile che l'aveva posata su quella libreria. Quando ebbe preso coraggio, si tuffò nella sua borsa e, così, la piccola pietra a forma di luna iniziò a finalmente girare 🏰 Se vuoi sapere dove va, lei te lo racconta volentieri 😊 Questa, per esempio, è la sua gita a #Spoleto. Guarda il panorama dalla Rocca Albornoziana ✌ Puoi andarci anche tu. Non sta mica sulla luna! . . . #umbria #igersumbria #igersperugia #igersitalia #ig_umbria #ig_perugia #landscape #italianlandscape #folkplace #folkstyle #italiaonthego #umbriatourism #umbrians #likes_umbria #italy #italia_landscape #placetogo #iamatraveler #travelgram #panorama #storytelling #traveller #travel

A photo posted by Marica Remoli (@maricaremoli) on

Questo articolo super multimediale finisce qui! Spero vi faccia piacere entrare nella mia quotidianità ed essere partecipi anche delle mie fissazioni, tipo le gite, le foto, i video e tutte le cose geek da social-smanettona.

Ah, per la cronaca, vi lascio con una foto di tutto l’armamentario nerd che mi porto dietro, a volte anche quando faccio una banalissima passeggiata 😆

Fammi sapere in un commento se partecipi al concorso di IgersItalia!

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CREDITS: foto copertina dell’articolo e del video di IgersItalia

Autumnea

Outfit plus-size: Moda taglie comode Autunno 2016

Scopri dove comprare abbigliamento per taglie forti

Finalmente, tornano i look plus-size di Fatty Fair Blog. Riprendo la rubrica sull’abbigliamento per taglie comode nella mia stagione preferita: l’autunno. Culturalmente, siamo abituati a pensare all’autunno come all’anticamera dell’inverno. Quindi, un  viale del tramonto che conduce al declino, alla “morte” della natura, alla fine di un ciclo.

Come spesso accade, impegnati a guardare verso l’orizzonte, al futuro, a ciò che verrà, non ci accorgiamo di quel che ci circonda, ciò che c’è.

🍁 La parola autunno rappresenta un gran bel paradosso. Noi la viviamo al negativo, mentre lei invece vorrebbe incarnare la positività.

Autunno deriva da àuctus, participio passato si augére, che significa aumentare, arricchire. Nella saggezza latina, quindi, l’autunno indicherebbe la stagione della ricchezza, della proliferazione dei frutti della terra, dell’uva e delle olive. Ma la lingua, si sa, è influenzata dall’uso che ne fanno le persone, e, con il tempo, i significati possono mutare. Così come la nostra vita, del resto. Qualunque sia il suo senso originario, esso viene plasmato a seconda delle epoche, delle consuetudini, delle influenze a cui siamo costantemente soggetti.

Ma io sono molto attaccata alle parole e credo nella purezza dei significati, nella loro verità originale. Non fosse altro perché le parole sono più vecchie di noi e, quindi, più sagge ed esperte di chi le usa. Spesso a sproposito, infatti.

Qualunque cosa rappresenti per voi, questo autunno io me lo godo attingendo a piene mani dal suo senso più profondo. Come una fase che porta tante cose nuove da vivere, osservare, ascoltare, assaporare, annusare, toccare. Belle e importanti come tutte le altre. Per il semplice fatto che esistono, che sono presenti.

Per vivere sempre nel presente. Di stagione in stagione.

Ecco il mio
look d’autunno per taglie comode

Look taglie comode autunno 2016
Look taglie comode autunno 2016

👗Cosa indosso

Mantella con nappe – Laura Torella NKD
Blusa – ASOS Curve
Pantaloni – NKD
Brogue – Rodolfo Valeri
Accessori – mercatini usato & vintage
Rossetto – KIKO Unlimited Stylo n. 06

Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog
Look taglie comode autunno 2016 | Fatty Fair Blog

Foto di Tiziana M. Photography

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E tu come stai vivendo (e vestendo)
questo autunno?

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Il meglio deve ancora venire. O è stato già preso?

Dramma in atto unico.
Scovo un volto nuovo nel mio entourage di contatti, un gran figo. Scopro che abbiamo un appuntamento in comune. Gli scrivo un messaggio carino per preparare il terreno. Arriviamo nel luogo x.
Lui mi saluta da lontano e viene verso di me.
Spingendo un passeggino.
Con la consorte al seguito.

Ne ho un altro.
Vecchia conoscenza, apprezzamenti reciproci sui social. Incontro casuale di sabato sera. Chiacchieriamo a lungo, mentre il ghiaccio del mio Moscow Mule tintinna nel bicchiere a ogni risata, fino a sciogliersi del tutto.
Ci raggiunge una donna.
I due erano stati a cena insieme.
Se ne vanno mano nella mano.

E un altro – l’ultimo, giuro.
Tipo travolgente e con ottime credenziali, si approccia agli incontri senza impegno con forte impegno morale.
Sposato.

Le mie aspirazioni di incontri ravvicinati con la fauna maschile sono prigioniere di un diabolico sistema binario:
gli piaccio ma non ricambiomi piace ma è occupato.

All’ottimismo cieco e  de
“Il meglio deve ancora venire”
io ribatto con un catastrofico
“No, se l’è già preso un’altra”

In questa congiura probabilistica, mi sento come un superstite naufragato su un’isola deserta che scala la vetta più alta per scrutare il territorio dall’alto, nella speranza di trovare forme o tracce di vita umana attorno a lui. E non ne trova.

Questo è un po’ il riassunto delle mie frequentazioni (desiderate). Ma se è capitato a chiunque almeno una volta di invaghirsi di qualcuno già felicemente accoppiato, io comincio a sospettare che la statistica ce l’abbia a morte con me. Sarà che a scuola l’ho sempre snobbata e ora gli sta salendo, agguerritissimo, il sentimento di revanchismo.

Oppure, la statistica se ne sta buona e tranquilla a casa sua. E, forse, la verità è che, alla soglia dei 30 anni, è normale che veda molte pedine scomparire dalla scacchiera.
Cadono, una dietro l’altra, preda di qualche regina che ci ha l’occhio lungo e il passo svelto.

E io, cazzo, non so nemmeno giocare a scacchi.

foto: www.weheartit.com
foto: http://www.weheartit.com

Per evitare di inciampare quotidianamente nella vita di coppia altrui, mi sono messa a fare un po’ di pulizie generali dei miei contatti Facebook. Questa primavera-estate è stato tutto un turbinio di selfie coi baffi hipster ai matrimoni, fotazze di spedizioni punitive a Formentera per addii al celibato ad alto contenuto testosteronico, svezzamenti in presa diretta con rigurgito a sorpresa che alza il tasso di share.

Non datemi della rosicona. Le mie parole sono scevre di qualsivoglia giudizio.

E, a ben vedere, le cose stanno diversamente. Molto diversamente.

Degli scacchi non me ne è mai fregato niente.

Semplicemente: anche quando avevo una vita di coppia, al “per sempre insieme” non ci pensavo.

Lo immaginavo e basta. Mantenendo le dovute distanze. Perché, in fondo, mi sento estremamente lontana da tutto questo. Certezze sul futuro non ne ho mai avute, tanto meno l’urgenza di progettare la vita fino all’epigrafe sulla mia lapide.

La gente attorno a me fa scelte importanti:
si sposa, va a convivere, fa figli.
Le mie opzioni di scelta, invece, si riduco a:
1) cenare da sola sul divano coi cani
2) strafogarmi di tartine e Spritz con le amiche

Eppure, c’è stato un tempo in cui mi avviavo a piccoli passi verso queste svolte della vita. Solo un anno fa, mandavo al mio ragazzo annunci di case in affitto e foto di mobili salva-spazio. Poi, un giorno ho detto “caro amore, ciao per sempre” e non se n’è fatto più niente.

Com’è che si passa nel giro di pochi mesi dagli appuntamenti con gli agenti immobiliari e il mio lui, alle nottate fatte di sogni delicati e ronfate fragorose, felice di starmene stravaccata da sola in un letto matrimoniale finalmente tutto per me?

Lo si fa – ed è giusto farlo – quando c’è bisogno di una svolta personale.

E io desideravo una svolta che fosse SOLO per me stessa.

In una vita che mi descriveva sempre al plurale – fidanzata con, figlia di, collega di… – sentivo premermi dentro un irrefrenabile bisogno di autodefinirmi al singolare. In meno di un anno, ho modificato tante cose nella mia vita e altre stanno ancora mutando.

E sento che è questo il meglio che stavo aspettando.
Seguire le MIE priorità.
O, più sinteticamente, ME STESSA.

Perché – al di là della facile ironia, dei cliché, degli schemi sociali in cui tendiamo a ingabbiare le nostre vite – il meglio che può capitarci è capire che siamo noi stessi il meglio che questa esistenza può darci. Qualunque cosa ci riservi la vita.

Chi non si ha, non ha nulla.
Desidera tutto
e non gli basta mai niente.

Nel frattempo, anche se non sono andata ancora a vivere da sola, i mobili salva-spazio sono arrivati. Subito dopo la rottura, mentre mi godevo il mio primo viaggio da sola, i miei genitori mi hanno fatto una sorpresa: un nuovo arredamento per la mia camera. Che comprende un armadio super capiente e un letto con cassettone contenitore.

Questa simbologia casuale mi fa piangere lacrime di commozione, oggi che riesco a dare un senso a tutto ciò che è stato.
E mi restituisce la netta consapevolezza che si è trattato più di una rivoluzione interna (mia) che di un restyling dell’arredamento.

Prima lo spazio mi preoccupata molto. Mi sentivo imprigionata, strizzata a forza dentro spazi sempre troppo piccoli, troppo inadatti a contenere me stessa e tutte le mie “cose”.

Mi disperavo, non riuscendo a capire come organizzarlo quello spazio che avevo, come dare degna sistemazione alle “cose” piccole e grandi, necessarie e inutili.

Ma, ora, il problema è risolto. E non solo dentro la mia stanza. Anche dentro me stessa.

Se il meglio deve ancora venire non lo so.
Mi accontento del buono che ho.
E chi si accontenta gode.
In effetti, devo dire che non mi manca proprio niente.

E sarà lieta
E sarò grata
Nell’avere
Quello che non mi dai

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L’abitudine di tornare

Hey. Come va…?
É un buon momento per parlare?
Spero di sì.

Lo so, è molto che non ci sentiamo. Non mi faccio viva su Fatty Fair Blog da tempo immemore.
Tante volte si dice “Prometto di non sparire! É solo un periodo un po’ così. Ci becchiamo quando sono più libera”.

Solo che non sono stata libera per due anni.

Eh? Com’è possibile? É possibile, è possibile.
Come quando stai in fila al bagno di un locale il sabato sera e quello non si libera mai 🚽 Capita.

Capita anche che quando si libera, il bagno fa talmente schifo che ci rinunci.

Ma qui è tutto in ordine, eh! Non c’è bisogno di andare via.

Un po’ di pandemonio c’è stato, non lo nego. Ma ho rimesso tutto a posto.
Lo giuro! Che possa finire in un bagno da cui è appena uscito un maschio completamente sbronzo, se non è vero!

Brividi alla sola idea...
Brividi alla sola idea…

Volevo dirvi tante cose. Ma dovevo dirle a me stessa, prima.
Beh, se non siete incavolati, comincio a dirvi qualcosa.

Partiamo dalla prima notizia.

📢 Fatty Fair Blog è tornato!

Non so qual è la maniera giusta per annunciarlo.
Insomma, come si fa un ritorno?

In maniera plateale, in pompa magna, in grande stile? Come i Pooh che tornano, riuniti, sulle scene con un concerto sold-out a San Siro, con le rughe stirate, la faccia lucidata e l’espressione sorniona di chi può bearsi dell’acclamazione popolare?

O in maniera sommessa, a capo chino, con mestizia? Come quando si torna a vivere con i propri genitori dopo una convivenza finita male, colmi di frustrazione e con l’incubo costante del pericolo-flash-back-adolescienziale dietro l’angolo?

Un ritorno è un ritorno. Gioioso o funereo. Chiassoso o silenzioso. Atteso o indesiderato.
C’è sempre un motivo per tornare.
C’è sempre la volontà di tornare.

Certe volte è una tappa obbligata. Anche se non l’avevamo previsto.
Anche per quei maledetti che vincono il Turista per sempre. Che vi credete?!

Perché si ritorna? Dovrei prima spiegare perché sono partita.

Che, in realtà, non sono partita affatto. Mi trovo nello stesso posto di due anni fa, quando pubblicai l’ultimo post.

Coordinate GPS: Umbria, cuore verde d’Italia come si usava dire negli anni ‘90, località Montefalco/Foligno a seconda se vi fa più figo il borgo medievale immerso nei vigneti di Sagrantino o la cittadina che ha i connotati famigliari della provincia e la verve di un hub culturale. Certo non è Berlino. Ma qui, a differenza di due anni fa, ci sto bene.

Io sono sempre io: Marica Remoli classe 1988, sovrappeso ma con garbo da quando ne ho memoria, dieci ore di lavoro ogni giorno per sudarmi la carriera da freelance nella comunicazione digitale.

Insomma, se è (quasi) tutto uguale a due anni fa, perché lo stop improvviso del blog?

Eh, per onestà intellettuale, vi devo più di un pungo di scuse raccattate qua e là e messe insieme alla buona. Cominciamo…

😰 Work hard. Live another day

Nel 2014 ho intrapreso scelte professionali importanti. Abbandonato il giornalismo, mi sono dedicata alla mia attività in proprio nella comunicazione digitale, dato vita a molti progetti, arraffato un sacco di lavori, fatto le ore piccole davanti al pc o agli eventi. Mi sono buttata a capofitto nel lavoro, con risultati discutibili per la vita privata, ma molto soddisfacenti per la professione.

 💔 Como duele el corazón

Lo ammetto. Ho sempre avuto un’attitudine al sacrificio che diventa malsana, se supera un certo limite. E quel limite l’ho superato. Di sacrifici ne ho fatti assai per il lavoro, ma quelli spesi per l’amore sono stati innumerevoli e inenarrabili. Mi sono consumata, e insieme a me s’è consumata anche la fiducia verso un certo modo di “stare insieme”. Dopo molti anni, ho messo fine alla mia storica relazione d’amore, come si usa dire. Anche se, per descriverla, dovrei usare qualunque espressione fuorché quelle convenzionali. Ché, nel bene e nel male, di convenzionale non aveva proprio nulla. Forse è per questo che mi ha insegnato tanto.
Ne esco, soprattutto, con un baricentro fortificato: nella vita, alcune rinunce sono indispensabili, ma rinunciare a se stessi non può essere un’opzione. Mai.

✂ “Vorrei ma non posto” (l’ho scritto davvero?!)

Ho sempre voluto pubblicare contenuti di qualità. I servizi fotografici degli outfit plus-size ne sono un esempio. Non volevo mostrare semplicemente come vestirsi (né ho mai avuto questa pretesa, in realtà). Il mio scopo era più “alto”. Volevo mettere in bella mostra uno stile di vita a suo modo “particolare” eppure normalissimo, quello delle donne in sovrappeso, per liberarlo dai pregiudizi, dai luoghi comuni. Volevo comunicare bellezza, autostima, benessere.
Ma, a un certo punto, non mi sono più sentita in grado di tenere fede alla linea editoriale, per motivi organizzativi, lavorativi e personali. Perciò, senza lo spirito né la possibilità di creare contenuti di valore, ho interrotto le pubblicazioni.

Lo shut-down di Fatty Fair Blog non è passato inosservato. Tante persone mi hanno chiesto ripetutamente del blog. Col tempo, arrivavano nuovi lettori, nuovi commenti, nuovi contatti, nuove richieste. E io, sopraffatta da tutto ciò che avevo attorno e dentro a me, guardavo il blog come si guarda il tipo a cui hai dato il primo bacio molliccio e maldestro: con tenerezza e vergogna. E con la certezza che quel capitolo non si doveva riaprire. Mai più.

Finché è arrivata una sera.

Una di quelle in cui esci con gli amici e ti ritrovi in una bolgia assurda di amici di amici, con un ottimo Mojito in mano e la caciara del centro storico a incorniciare quella bella serata.
D’un tratto, una persona che conosco di vista, mi chiede che fine avesse fatto Fatty Fair Blog.

– Eh, purtroppo non ho tempo, col lavoro da freelance… Il progetto mi sta infinitamente a cuore, ma non so come fare. Non credo che lo riprenderò mai.
Insomma, lo lasci lì a marcire.
– Guarda che non marcisce. Non è mica un rifiuto organico.
Peggio, infatti! Va nell’indifferenziato. Chissà quanto ci vorrà a smaltirlo. E pensare che non è nemmeno da buttare…

A momenti il Mojito mi risale su per il naso.

La metafora dell’indifferenziato mi lasciò molto colpita, e non solo per la mia coscienza ecologica. Ero stata proprio io a fornire l’assist giusto per quella battuta, del resto. Forse, era quella la risposta che volevo sentirmi dire.

E lì mi è riaffiorato alla mente qualcosa che era sepolto da troppo tempo. Che il blog non è meramente “un sito”: il blog sono io, qui dentro c’è tutta me stessa.

Ho ricordato che Fatty Fair non è un insieme di pagine web con testi e contenuti multimediali. Che i lettori non sono i numeri che appaiono su Analytics, e neppure i like su Facebook.

Che di qua e di là dello schermo siamo persone. Persone che entrano in connessione tra loro perché hanno interessi in comune.

Ho avuto, finalmente, la netta percezione di cosa fosse Fatty Fair Blog: un punto di unione.

É con questa filosofia che riprendo a scrivere su Fatty Fair Blog. Comunicare, condividere, cercare il confronto è ciò che amo fare. Così, riprendo la parola e mi rimetto all’ascolto di chi mi vorrà leggere.

Seconda novità.

I temi che ci faranno incontrare saranno più vari rispetto a quelli di un tempo.

Se c’è una cosa che ho imparato dalle esperienze fatte negli ultimi anni è: non limitarmi.
Sulla scorta di un’ispirazione strabordante e di un travolgente desiderio di condivisione, vi presento il nuovo look di Fatty Fair Blog.

Il blog si compone di tre sezioni principali.

Comodamente donna è uno stream senza filtri con articoli dedicati all’universo femminile (con o senza chili di troppo), all’ammmore, alla vita. Ci troverete contenuti di molte tipologie diverse: riflessioni semiserie o del tutto scanzonate sul rapporto donna-uomo e temi di attualità, racconti sul lifestyle, piccoli reportage di escursioni e viaggi con foto e soprattutto video (la mia nuova fissa) e molto altro ancora.

Look taglie morbide è la sezione dedicata ai miei outfit plus-size, ai consigli moda e abbigliamento per taglie forti, informazioni utili su negozi e prodotti dedicati alle taglie comode. Questa è la sezione da cui tutto è nato, e resterà certamente in vita. Ma visto che la mia fotografa e io siamo due perfezioniste, prepareremo i contenuti sulla moda plus-size con molta calma. Insomma, le pubblicazioni del fashion blog saranno meno frequenti, ma sicuramente di valore.

Storie al quadrato è il frutto di un’abilità indispensabile acquisita lavorando nella comunicazione: la sintesi (questo articolo non fa testo😛 ). É una raccolta di contenuti condensati e lapidari, per ridere a denti stretti o riflettere. Una gallery di storie brevi racchiuse in tanti quadratini. Se vi va di condividerle sui vostri social, mi fa molto piacere! Le storie al quadrato sono tutte per voi.

In quanto al nuovo aspetto del blog, posso dire di aver progettato e realizzato il concept grafico con metodo, ma senza troppe paturnie. Sul font particolarmente femminile e sul color ciclamino sono andata decisa e sparata come un treno. Un tempo avrei scelto qualcosa di più minimale. Ma, adesso, essere donna non mi fa più paura.

Last but not least, un paio di ringraziamenti. In primis, alla mia fotografa di sempre, Tiziana, che ha scattato con rinnovato entusiasmo la nuova foto di copertina e molte altre che vedrete prossimamente. Seguitela su Instagram: il suo account BettySueFlowers ha migliaia di followers, qualcosa vorrà dire🙂 L’altro ringraziamento è per un paio di amiche carissime che hanno letto alcuni articoli in anteprima e fornito consigli davvero preziosi.
Queste righe sono il minimo che possa fare, dato che ho intasato per mesi il loro Whatsapp.

Spero che chi già conosce Fatty Fair Blog potrà apprezzare il nuovo corso che sta prendendo. E che non sia troppo arrabbiato per la mia prolungata assenza.

E su! Che ce l’avete tutti quell’amica con la testa per aria che non si fa viva per secoli.
Ma quando vi ritrovate è come se non fosse passato neanche un giorno.

Ecco, spero sia proprio così.

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Frantoi Aperti, un weekend goloso (e bio) in Umbria

Da oltre un anno vi mostro la mia terra, l’Umbria, negli scatti fotografici di moda in cui vi propongo i miei outfit plus-size. Ma in questo weekend l’obiettivo della macchina fotografica sarà puntato solo sull’Umbria, mettendo a fuoco ora i paesaggi collinari, ora i prodotti tipici sulla tavola, le mute pietre che raccontano tutto dei borghi medievali, l’artigianato locale…
Come vi avevo già anticipato nel mio ultimo articolo – prima che mi dessi alla latitanza per qualche giorno a causa del lavoro🙂 – sabato 22 e domenica 23 novembre in qualità di blogger umbra farò da Cicerone alla travel blogger Sara Boccolini di Viaggio AnimaMente (Twitter @83sarettaFacebook Viaggio AnimaMente), che visiterà l’Umbria nell’ambito di Frantoi Aperti, manifestazione alla sua XVIIa edizione che punta a far scoprire i borghi minori del Cuore Verde d’Italia, proprio mentre l’olio novello extra vergine di oliva vede la luce.

Gualdo Cattaneo
Gualdo Cattaneo

Saremo a Gualdo Cattaneo (PG), antico borgo fondato nel 975  da un vassallo di Ottone II di Sassonia che lo ricevette in feudo e vi costruì una Rocca (oggi Rocca Sonora). Ma il comune di Gualdo Cattaneo è costellato da una moltitudine di castelli che si ergono sulle frazioni collinari che si sono sviluppate attorno al centro principale. A Gualdo Cattaneo va in scena la VI edizione di “Sapere di Pane Sapore di Olio. Bianco e Verde tra i Castelli”, dove impareremo l’arte del fare e degustare l’Olio extravergine di Oliva Dop Umbria ed il Pane tipico di Gualdo Cattaneo direttamente dai produttori, in un’atmosfera unica con musica, cultura e tradizione. Saremo impegnate in un meraviglioso tour ideato “da più teste”: accanto alle mete del tour tradizionale ideato da Frantoi Aperti, ce ne saranno altre scelte da me. Nell’insieme, sarà un percorso alla scoperta dell’agricoltura biologica, buona e sana per il palato ma anche per il corpo, arricchito dall’arte, dall’artigianato e dai saperi della tradizione.

frantoi aperti umbria visite guidate
Passeggiate tra gli ulivi in Umbria

L’avventura inizierà nel pomeriggio di sabato 22 novembre. Prima tappa: Tenuta Colle Carello, dove si realizzano prodotti cosmetici con materie prime biologiche. La curiosità è che l’azienda ha adottato una cooperativa di donne del Marocco che coltiva piante di Argan e ne ricava il pregiatissimo olio che poi viene lavorato dall’azienda gualdese. La sera, cena alla Fattoria del Quondam, dove ci sarà tempo e modo di scoprire i processi di produzione dei loro cereali, olio, vino, miele. Il giorno successivo, domenica 23 novembre, sarà abbondantemente bagnato dall’Olio extravergine di oliva Dop Umbria, prima con le degustazioni previste nel centro storico di Gualdo Cattaneo, e poi con la visita al frantoio Bacci Noemio che vanta premi di livello internazionale per il suo olio biologico. Nel primo pomeriggio, parteciperemo a un laboratorio dimostrativo sulla panificazione condotto da Andrea Pioppi e, magari col naso sporco di farina, ci incammineremo per il tour dei castelli di Gualdo Cattaneo. Non svelo tutti i particolari, qualcosa me lo tengo segreto, così… per non rovinare la festa alla mia compagna di viaggio🙂
Potrete seguire il nostro Blog Tour in diretta sui social network digitando l’hashtag #FrantoiAperti, seguendo Sara su Twitter @83saretta oppure monitorando i miei canali social: Facebook www.facebook.com/fattyfairblog e sul profilo privato www.facebook.com/marica.remoli, Twitter @comunicagency.

degustazione olio umbria frantoi aperti
Degustazione di olio extravergine di olive Dop Umbria

Se state meditando la fuga in Umbria, leggetevi queste ultime info sul weekend e poi fate la valigia, perché non vi serve di sapere altro per decidere: l’Umbria è il luogo ideale per dedicarsi ad attività sane, appaganti e cariche di emozioni. Ecco gli appuntamenti di “Sapere di pane, Sapore di olio”: Sabato 22 novembre alle ore 17.00 presso il Palazzo del Municipio convegno “Cultura e coltura dell’olio a Gualdo Cattaneo” e conferimento del premio “Olivo dell’anno”; al Centro Polivalente di Pozzo l’educational “Impastando… degustiamo l’olio” con gli alunni dell’Istituto Comprensivo; Domenica 23 novembre alle ore 11.00 presso la Rocca Sonora degustazione guidata di Olio extravergine di oliva, alle ore 12.00 l’esibizione di tamburini e sbandieratori dell’Associazione Sbandieratori e Musici di Grutti, nel pomeriggio un tuffo nella tradizione con i “Raccontastorie” spettacolo itinerante per due attori con carretto con Domenico Madera e Alessia Rosi; seguirà un avvincente spettacolo di Falconeria a cura dei Falconieri della Rocca con esibizione dei Tamburini grandi e piccoli di Gualdo Cattaneo, per finire con “Mamma li turchi” in concerto. Alle ore 14.30 in Piazza Umberto I, pomeriggio dedicato ai giochi popolari per ragazzi proposti da Hakuna Matata. Sia sabato e domenica con partenza alle ore 15.00 “Gualdo Cattaneo e i suoi castelli percorsi tra arte, tradizioni e sapori” visita guidata a cura di Alessia Ottaviani con prenotazione obbligatoria (3471045698). Nei due giorni sarà possibile visitare gratuitamente il Museo del Trattore e della cultura agricola presso il Parco Acquarossa. Inoltre per il progetto #ChiaveUmbra Barbara Pinchi esporrà le sue opere al Castello di Cisterna in Largo della Chiesa, 1 (Info 339 3254286 / 392 6781072).

Ok, facciamo un patto: se siete nelle vicinanze, fate una capatina a Gualdo Cattaneo o, almeno, seguitemi sui social… Mentre io mi impegnerò e troverò il tempo di documentare il mio outfit da curvy-esploratrice. Ci state?

INFO: www.frantoiaperti.net

Foto credits: Frantoi Aperti

Vi porto nella mia Umbria con #FrantoiAperti

frantoi aperti olio novello umbria “Quando non dispenso consigli di moda, faccio cose tipo portare le olive al frantoio per la spremitura. Stasera bruschetta con l’olio novello!”

Vi ricordate questo mio post su Facebook dell’anno scorso? Ebbene, se nel 2013 vi ho fatto dare giusto una sbirciatina alla tradizione dell’olio, quest’anno vi farò fare un Tour  degno di questo nome, per scoprire come e dove nasce il Re della tavola, l’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria. Quest’occasione mi è stata data dall’organizzazione di Frantoi Aperti, che ringrazio insieme a tutto lo staff. Vediamo cosa ho in serbo per voi!

frantoi apertiFrantoi Aperti è una manifestazione, giunta alla sua XVIIa edizione, diffusa in tutta le regione Umbria, che si terrà questo anno dal 1° al 30 Novembre. Un’iniziativa mirata a far scoprire ai turisti e ai residenti i borghi minori della verde Umbria, proprio nel periodo in cui si produce l’olio extravergine di oliva novello, prodotto tipico e Dop dell’Umbria. Frantoi Aperti propone 5 pacchetti turistici della durata di un weekend ciascuno, alla scoperta dei borghi medievali, dei frantoi, dei musei, delle bellezze paesaggistiche e, ovviamente, dei prodotti del territorio. I tour, che si snodano tra i profumati uliveti secolari, i frantoi, castelli, abbazie, i luoghi di San Francesco, le aziende agricole, comprendono anche eventi collaterali, come concerti nelle piazze, rievocazioni popolari, danze e così via.

gualdo cattaneo
Gualdo Cattaneo

Quest’anno, in qualità di blogger, parteciperò al IV Blog Tour di Frantoi Aperti, dal titolo “Incontri reali per racconti digitali” nel 4° weekend della manifestazione, cioè sabato 22 e domenica 23 novembre. Sarò la Compagna di Viaggio di Sara Boccolini, travel blogger di Viaggio Anima Mente, nota su Twitter con il suo alias @83saretta.  Insieme andremo alla scoperta di Gualdo Cattaneo, piccolo comune di 6mila abitanti nell’area dei Colli Martani, a sinistra del fiume Tevere. Un paesino abbarbicato sulla collina che si affaccia sulla Valle Umbra Sud e la Valle Tiberina. Il nucleo centrale del comune tutt’oggi presenta la sua originaria architettura di castello medievale, ma l’intero territorio comunale è disseminato di castelli antichi nelle piccole frazioni collinari di Gualdo Cattaneo. Oltre alla cultura, c’è tanto sapore: la frazione di Grutti dà il nome alla rinomata Porchetta e a un’altra preparazione a base di maiale chiamata Cicotto, entrambi Presidi Slow Food che si producono a Gualdo Cattaneo. E poi, com’è ovvio, c’è la pregiata  produzione dell’Olio extravergine di oliva Dop Umbria.

Gli oliveti dell'Umbria
Gli oliveti dell’Umbria

La raccolta e la spremitura delle olive, gli uliveti che si stagliano lungo i dolci pendii delle colline a perdita d’occhio, il patrimonio artistico e l’amore per la terra sono il fil rouge di Frantoi Aperti, nonché comuni denominatori delle tappe di quest’anno: Assisi, Attigliano, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Castiglione del Lago, Foligno, ​Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Magione, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Spello, Spoleto, Trevi, Valtopina. Dal 1° al 30 Novembre, ogni weekend dei blogger, tra cui io, racconteranno sul web e sui social network la loro esperienza in Umbria, così che chiunque potrà seguire anche a distanza le storie di ieri e di oggi di questo territorio così genuino e prezioso quale è l’Umbria. Per seguire le nostre avventure, digitate sui social network l’hashtag ufficiale #frantoiaperti, oppure seguite tutti i blogger coinvolti nel Blog Tour. Per quanto riguarda la mia tappa a Gualdo Cattaneo, troverete tutto sulla mia pagina Facebook www.facebook.com/fattyfairblog e sul profilo privato www.facebook.com/marica.remoli, ma anche su Twitter @comunicagency. Oppure, potrete seguire la travel blogger che accompagnerò su Twitter  @83saretta. Vi consiglio davvero di seguire cosa combineremo, non solo me, ma tutti i blogger nell’arco dei 5 weekend. Perché? Perché i blogger umbri porteranno i colleghi di fuori regione alla scoperta di mete alternative, percorsi scelti da noi residenti che arricchiranno il tour tradizionale predisposto da Frantoi Aperti. Tra le mie proposte per un tour alternativo non potevano mancare tappe fashion… ma ve ne parlerò prossimamente.

Chi può fare la valigia e venire qui in Umbria a godere in prima persona delle nostre tradizioni – e a raccontare le proprie emozioni – a questo sito può trovare tutte le informazioni utili, tra cui i tour consigliati e i pacchetti turistici: www.frantoiaperti.net

Fatemi sapere se verrete! In fondo vi lascio un video promo di #FrantoiAperti🙂
Ah, colgo l’occasione per salutare tutti i blogger umbri che come me partecipano a questa iniziativa. In bocca al lupo e… Che il viaggio abbia inizio!

I contatti per seguire tutti i blogger a #FrantoiAperti
I contatti per seguire tutti i blogger a #FrantoiAperti

Shopping plus-size e curvy a Londra: i miei consigli

Oxford st, Londra
Oxford st, Londra

Fare shopping a Londra è un mestiere, di quelli belli impegnativi. Tanto che in una settimana di permanenza a Londra, non sono riuscita a fare compere sfrenate, perché, appunto, districarsi tra la grande offerta della capitale del Regno Unito c’è bisogno di molto tempo e altrettanta lucidità. A meno che non abbiate un conto corrente a svariati zeri. In questo articolo vi fornisco qualche consiglio su come affrontare al meglio lo shopping a Londra se siete in cerca di capi di abbigliamento donna in taglie forti. Trovate anche alcune considerazioni personali e qualche contatto utile sui punti vendita da non perdere. A breve pubblicherò anche un articolo in cui vi mostro i miei acquisti.

Questa è stata la mia seconda esperienza a Londra, la prima però in cui mi sono dedicata allo shopping. E ho imparato che per andare alla ricerca di abbigliamento plus-size bisogna essere organizzati e concentrati sull’obiettivo. Perciò, se state considerando l’idea di organizzare una vacanza a Londra proprio in virtù dell’ampia offerta di abbigliamento per taglie comode, non partite senza aver preparato il vostro tour dello shopping. E, soprattutto, preventivate bene i tempi: dovrete dedicare almeno una giornata intera agli acquisti. Certamente, è facile spostarsi a Londra, ma considerate almeno mezz’ora per dirigervi a piedi o in metro da un negozio all’altro e almeno un’ora di permanenza in ogni negozio, perché i negozi sono sempre parecchio affollati, specialmente nella Zona 1, e non pensate di potervi ritagliare facilmente i vostri spazi in mezzo a mandrie scatenate di residenti e turisti. Suonerà superfluo precisare tutto ciò, ma l’ho imparato a mie spese. Ho fatto un favore al portafoglio, senz’altro, ma sono tornata a casa con la consapevolezza di non aver colto appieno l’occasione che avevo. Ma non me ne faccio nemmeno un cruccio: ero in vacanza con il mio fidanzato, ed era giusto trascorrere del tempo insieme,  anziché pensare ossessivamente allo shopping.

Io non avevo una strategia ben precisa, prima di partire, perché non ho avuto materialmente tempo di prepararmi. Sapevo che a Oxford Street avrei trovato molto e, invece, alla fine, non

Oxford st, la folla del giovedì pomeriggio
Oxford st, la folla del giovedì pomeriggio

è stata la tappa più fruttuosa del mio shopping. Ma posso darvi qualche consiglio prezioso! Nei pressi delle fermate metro Oxford Circus e Marble Arch ci sono due grandi punti vendita di New Look (taglie fino alla 58 italiana – 28 inglese, 56EU), brand dal quale avevo già acquistato online sia dal loro sito sia da Asos, ma nel giorno in cui sono andata purtroppo stavano sistemando i negozi e in quel momento non avevano la linea Inspire, dedicata appunto alle taglie forti. Ma, comunque, se siete dirette a Londra, non potete non passare da New Look, brand che offre un buon compromesso tra qualità e prezzo. Tappa anche all’enorme punto vendita di Marks & Spencer (fermata metro Oxford Circus) dove non ho trovato sezioni dedicate alle taglie comode, ma quasi tutti i capi in vendita arrivano fino alla taglia 22-24 inglese, ovvero 52-54 italiana, e qualcosa si riesce a trovare anche se vestite una o due taglie in più al massimo, dipende ovviamente dal modello dei vestiti. Se vestite una taglia più grande della 54, avete comunque buone probabilità di trovare top, maglioni, gonne, vestiti. A Oxford Street, tra le fermate metro Oxford Circus e Tottenham Court Road, c’è Simply Be (taglie fino alla 62 italiana – 32 inglese, 60EU), altro brand di cui si sente molto parlare tra le blogger plus-size, che commercializza i capi dei più conosciuti designer plus-size del momento. Prezzi un po’ più alti rispetto a New Look, come da M&S del resto, ma con una grande differenza: da M&S si avverte che la qualità della merce è rapportata al suo prezzo. Da Simply Be, invece, ho trovato alcuni prezzi del tutto immotivati, per tessuti scadenti e stili non proprio originali. Ma ci sono delle chicche: i vestiti. Mi è dispiaciuto molto, infatti, abbandonare il negozio prima di potere provare tutti i vestiti su cui avevo messo gli occhi addosso. Ma alcuni impegni mi hanno impedito di raggiungere la meta e, nei giorni successivi, non ho avuto tempo di tornare. Ad ogni modo, se non volete/potete andare ad acquistare direttamente a Londra, fate shopping dal sito: garantisco che i vestiti vale la pena acquistarli. Nei pressi della fermata Marble Arch c’è anche un gigantesco punto vendita di Primark, prezzi molto

Il centro commerciale Westfield a Stratford, il più grande d'Europa se si comprende l'area commerciale limitrofa
Il centro commerciale Westfield a Stratford, il più grande d’Europa se si comprende l’area commerciale limitrofa

abbordabili ma l’assortimento di taglie arriva fino alla 20 inglese, 50 italiana. Questa è stata la mia più grande delusione, perché speravo di trovare qualcosa che andasse bene per me: conosco diverse donne in carne che riescono a fare grandi affari, ma ho anche fatto una ricerca tra le YouTuber britanniche prima di partire, per capire se le taglie di Primark potessero essere adatte a me… Credevo di sì ma evidentemente mi sbagliavo. Sempre nei pressi di Marble Arch c’è anche Evans, altro brand di riferimento per le taglie comode fino alla 62. All’inizio è stato amore a prima vista, ma poi in fin dei conti non ho trovato nulla per cui valesse veramente la pena spendere soldi: prezzi troppo alti per materiali davvero brutti, magari vale la pena investire nei vestiti eleganti e da cerimonia, oppure cogliere le offerte per i capi basic. Per il resto, non c’è nulla che non possiate trovare, ad esempio, nei nostri Oviesse e a prezzi più competitivi.

Un’alternativa molto valida al caos di Oxford Street, è l’area commerciale di Stratford nella zona est di Londra. Alloggiavo in quest’area e l’ho trovata comodissima per gli spostamenti ma soprattutto per lo shopping: qui trovate l’imponente centro commerciale Westfield Stratford City aperto nel 2011 e il più vecchio e modesto Stratford Centre. Il vantaggio è che nei giorni feriali potete fare shopping in tranquillità, senza fare a spintoni nelle corsie dei negozi o lunghe code ai camerini. Cosa ci trovate? Due punti vendita di New Look (uno per ogni centro commerciale), Evans (nello Stratford Centre) e Forever 21 (da Westfield). Io e Forever 21 non andiamo molto d’accordo… Ma ciò non significa che voi non possiate trovarvi bene!

brick lane market
Brick Lane, mercatino vintage sotterraneo

Ultimo appunto: i mercatini di Londra non sono il luogo ideale in cui cercare capi di abbigliamento plus-size, perciò non andateci con queste speranze. Semmai, fate un giro per cercare accessori, ma occhio ai prezzi e alle fregature, sono sempre dietro l’angolo! Se non frequentate i mercatini con l’aspettativa di comprare o di fare grandi affari, ancora meglio! Lasciatevi piuttosto affascinare dall’atmosfera caratteristica degli stand che si affacciano su luoghi davvero suggestivi di Londra, e pensate a fare una passeggiata tra colori, odori e sapori. Portobello market è sicuramente troppo sopravvalutato. Da non perdere, invece, Camden Town dove, oltre ai mercatini, ci sono dei negozi interessanti, e anche l’area di Shoreditch, in particolare Brick Lane e il mercato sotterraneo del vintage. Troverete di sicuro ciò che fa per voi! Infine, vi lascio un link molto utile se volete programmare delle giornate mirate allo shopping a Londra: l’elenco dei negozi di abbigliamento plus-size pubblicato su VisitLondon.com (clicca). 

Raccontatemi le vostre esperienze di shopping plus-size e curvy a Londra!
camden  camden market