L’ommemmerda (l’uomo di merda)

Non c’è “se lo conosci, lo eviti” che tenga. L’ommemmerda è l’insospettabile per eccellenza.

Una vita apparentemente normale, posizione sociale di tutto rispetto, stimato dagli amici e salutato con affetto dai vicini di casa.

É una cellula dormiente.

Entra con passo leggero e animoso nell’esistenza delle donne che desidera.
Indossa con maestria e naturalezza la maschera da questo-è-quello-giusto.

Traffica armi di seduzione e spaccia amore.
Ruba cuori e contrabbanda false speranze.

Prima di coricarsi, recita a memoria i versetti del testo sacro della fica.
Al risveglio, compone dolci messaggi di buongiorno per le donzelle ignare del suo harem.

Fino al momento in cui sferra il suo attentato terroristico.

Un ordigno che esplode, dal nulla, nel bel mezzo della quotidianità.
Uccide desideri. Scaraventa via brandelli di sentimenti. Polverizza certezze. Riduce gioie in macerie.

Ma lui mica si immola…
Si gusta la scena a distanza di sicurezza. I piedi pronti a rimettersi in marcia.

Lo zaino in spalla con qualche buona dose di fiducia da piazzare sul mercato nero dell’amore.

Quell’uomo di merda.

Come molti delinquenti seriali, ha un profilo ben delineato. Non è difficile ricostruire le operazioni e le circostanze dei suoi attentati. Entrando nella mente del criminale, è possibile persino prevedere con una certa precisione le mosse che farà e individuare le sue prossime vittime.

E quindi, oggi ci dilettiamo ad analizzare l’anatomia dei crimini d’amore dell’ommemmerda.

Le fasi di un attentato d’amore

1 – Il piano criminale

L’ommemmerda è un professionista della truffa d’amore seriale. La strategia criminale ordita ai danni delle donzelle ha una collaudata perfezione da manuale. Una macchina ben oliata a cui si aggiungono componenti di alta precisione come improvvisazione e personalizzazione.

L’ommemmerda è un t(r)ombeur des femmes sequenziale che non si accontenta della scopata. Lui la fica la vuole in brodo di giuggiole. Vuole l’ebbrezza dell’illusione d’amore. Per ottenere ciò, abbatte le barriere emotive delle donne, affinché si concedano a lui completamente, con fiducia.

É un ricettatore di sentimenti acquistati con i mezzi illeciti dell’inganno.

2 – La scelta delle vittime

L’ommemmerda sceglie con grande accuratezza l’oggetto dei suoi efferati crimini. Il suo spirito potrà non esser mai pago di liaisons adrenaliniche, ma di certo non si accontenta del primo match che gli esce su Tinder. Deve piacergli la ragazza.

La recidività del crimine nasce proprio dal piacere. Poi, se non fosse realmente attratto, come farebbe a sembrare così sincero quando di lì a poco sussurrerà alla sua vittima:  

“Mia madre mi dice di non fidarmi delle donne con gli occhi belli. Ma voglio correre il rischio. Anche d’innamorarmi”.

3 – L’approccio

L’ommemmerda studia il profilo della sua vittima. Si prepara.

I social network sono la sua principale fonte d’informazione. Sonda interessi, attività, stati d’animo, status di Facebook, spulcia curricula su LinkedIn e trangugia con avidità foto su Instagram.

Prima di metter piede nella vita reale della sua vittima, è già entrato nella sua vita virtuale. Sa tutto, è pronto. Pronto a esporre la sua opinione sulla vicenda politica x che aderisce fedelmente agli ideali della sua prossima fiamma. Pronto a sciorinare citazioni dei film e libri che lei adora. É un mago del trasformismo.

4 – Le manovre di avvicinamento

Il primo contatto diretto può avvenire in tanti modi diversi. Se i due si conoscono, talvolta è sufficiente un apprezzamento del tutto estemporaneo durante un incontro di lavoro o una serata tra amici. Se la conoscenza è solo virtuale, superate le prime frasi di circostanza, l’ommemmerda intavola una conversazione coinvolgente, dritto per dritto.

In questa fase, la sua strategia consiste nel mostrarsi sempre interessato a ciò che la donna fa, pensa, dice. Una mossa che fa sempre presa su noi donne. Che ci scorrono parole nelle vene, mica sangue.

L’ommemmerda è curioso, fa domande e riesce a comprarsi l’attenzione della sua vittima.

5 – Il corteggiamento

L’ommemmerda sa come corteggiare. A differenza dei suoi amici che non vanno affatto per il sottile, lui sa fare il galantuomo. Il primo appuntamento solitamente è un capolavoro da incorniciare. Così bello che è impossibile archiviarne il ricordo, anche col senno del poi e l’animo ferito.

Penetra la donna con lo sguardo, le parla con voce suadente, coglie al volo ogni opportunità per instaurare un fugace contatto fisico, ride con compostezza e gli occhi pieni di tenerezza alle mosse timide e imbranate della sua vittima.

Dice qualcosa per flirtare, cavalca la scia di silenzio lasciata dalla sua frase a effetto portandosi il bicchiere di vino alle labbra, affonda il suo sguardo affilato negli occhi della sua donna, mentre lei china un po’ il capo e la giuggiola le va in brodo.

Quando è particolarmente abile, l’ommemmerda riesce a portarsi a letto la sua vittima sin dalla prima uscita.

Dopo il sesso, alla donna potrebbe anche bastare questo: bella serata, l’orgasmo non è una chimera, forse c’ho uno scopamico nuovo, esperienza sicuramente da ripetere. Ma non sa quale pericolo incombe su di lei.

6 – La conquista della fiducia

Nel day after l’ommemmerda si gioca il tutto per tutto. Al mattino, manda alla sua vittima un messaggino dolce e vagamente maldestro, per dare l’idea di essere tradito dall’emozione. Lei risponde, con gentilezza, ma senza troppi fronzoli: niente robe sdolcinate che altrimenti le scombinerebbero la dieta senza zuccheri.

Andarci piano. É questo il mantra dell’inconsapevole vittima di un’ommemmerda. E lui, scaltro com’è, si adegua ai ritmi di lei, ma spostando il rapporto verso una dimensione via via più intima e complice. L’astuto architetto dei castelli in aria…

Nel giro di pochi giorni o settimane, tramuta la sua fiamma in confidente, consigliera, compagna di risate e la ripaga da amante generoso e premuroso. Anche lei pian piano si apre e inizia a concedergli fiducia. Non stanno proprio “insieme”, ma quello sembra il seme di una fiorente relazione d’amore. Allora, in un momento apparentemente casuale, l’ommemmerda proferisce una frase semplice e pericolosissima, come una bomba carta: “io con te ci sto davvero bene”. La fine è ormai vicina.

7 – La costruzione degli alibi

Dopo aver pesantemente drogato la vittima con la potente pozione dell’illusione, l’ommemmerda si concentra sulle fasi finali del piano. La droga certamente inebetisce la donna al punto giusto, ma c’è bisogno di costruire degli alibi di ferro per giustificare i cambiamenti che si verificheranno da ora in poi.

Lei: Ti ho chiamato tanto ma non hai risposto.
Lui: Eh, tesoro, riunione massacrante: l’espansione aziendale si avvicina, dobbiamo metterci sotto a lavorare.

Lei: Mi hai detto che non saresti uscito stasera, invece la mia amica ti ha visto fare l’aperitivo con una biondona
Lui: Ah sì, certo: dopo la riunione Magda ha insistito perché mi fermassi a discutere i dettagli del piano di espansione con lei… Pare che sarò una figura chiave in questo processo.
Tesoro, scusami per questo periodo un po’ così. Sai cosa ho voglia di fare? Vorrei portarti a cena nel posto del primo appuntamento, spogliarti con gli occhi come ho fatto quella sera, e poi trascinarti a fare l’amore nel bosco come la prima volta.

8 – La preparazione dell’attentato

L’ommemmerda è ormai completamente assorbito in questa operazione di “espansione aziendale”, leggasi: invasione delle mutande di una che lo attira più dell’altra. Fa l’amore in maniera distratta, l’orgasmo della sua donna torna a essere una chimera, conserva le droghe pesanti per la prossima vittima.

Si limita a far promesse: “Tesoro, quando tutto questo sarà finito, non ti sbarazzerai più di me. Porta pazienza”. Lei un po’ gli crede e un po’ no. Non è più fatta di illusioni e non va nemmeno in crisi d’astinenza. Si sforza di essere ragionevole, che nella vita ognuno deve concentrarsi sui propri obiettivi, mica c’è solo l’ammmore. Si vedrà.

9 – Il delitto

L’ommemmerda sgancia la bomba al tritolo all’improvviso. Con la stessa nonchalance con cui tira lo sciacquone dopo aver defecato.

Nella maggior parte dei casi, l’ordigno consiste nel suo silenzio, nella sua assenza. Scompare. Fa perdere completamente ogni sua traccia. E si sa che un silenzio può essere più doloroso e assordante di mille parole.

Se questo racconto è un climax, ora dovremmo essere alla fase pirotecnica. E invece no. Perché l’ommemmerda non si scompone. Non si presta al confronto. Non litiga. Non argomenta.  

Quando gli vengono chieste spiegazioni, può sentenziare:

  1. Non sono più sicuro di cosa voglio
  2. Sei impossibile. Non mi va di entrare in polemica
  3. Lo sapevamo entrambi che non era una storia seria

10 – La fuga

L’ommemmerda svanisce. Così. Con lo stesso impalpabile battito d’ali con cui è arrivato. Lascia dietro di sé un solco di quesiti irrisolti che convergono necessariamente verso una soluzione univoca: è stato tutto un bluff.

L’analisi a posteriori del delitto

La domanda che fa immediatamente seguito a ogni tragedia è: poteva essere evitata?

Le difese erano sottodimensionate rispetto al potenziale rischio cui la vittima era esposta direbbe un esperto di sicurezza.

Questi soggetti sono tra di noi, vivono alla nostra maniera, hanno un grado di adesione alla nostra cultura e una capacità di mimesi tale che rendono arduo il compito di chi tenta di individuarli direbbe un sociologo.

Avremmo ragione di ipotizzare che il soggetto sia legato a un gruppo del crimine organizzato che si avvale di cellule dormienti disseminate in svariati centri nevralgici del Paese. Queste ore, immediatamente successive alle deplorevoli vicende, sono cruciali per la ricostruzione della rete del malaffare direbbe un criminologo.

Le istituzioni si sono sinora prodigate per garantire altissimi ed efficienti standard di sicurezza. Aggiorneremo la mappa di quelle che riteniamo aree sensibili. Alzeremo i livelli di guardia. Faremo in modo che atti come questi non si ripetano direbbe un politico.

In conclusione, è possibile difendersi dalla minaccia dell’omemmerda o no?

Si può prevenire un attentato d’amore?

La risposta non può essere semplicemente: .

Ma ci sono modi per evitare la catastrofe. Vorrei suggerirne uno:

  • Ciao, mi attizzi un casino. Scopiamo?
  • Scopiamo.

Onestà, apertura mentale, rispetto e parità costituiscono SEMPRE un’ottima base per qualunque tipo di relazione.

Il caso è chiuso.

E tu come ti difendi dall’ommemmerda?

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